GIULIANOVA – Terzo giorno di ricerche ancora senza esito. Il corpo del povero Maurizio Fagone non si trova, né in mare aperto né vicino alle scogliere. Il marinaio sambenedettese disperso nel naufragio del Diana Madre all’imboccatura del porto giuliese ancora non ha pace, in terra.

Il punto delle ricerche: giovedì mattina ci sono stati nuovi voli degli elicotteri della Polizia di Stato con il gruppo sommozzatori della Croce Rossa di Giulianova. Ci sono state anche delle immersioni all’interno del bacino portuale e presso le scogliere che si trovano lungo i moli del porto. Ma si è riproposto il problema della scarsa visibilità in acqua. Dice il commissario provinciale della Croce Rossa Valentino Ferrante, subacqueo impegnato nelle ricerche: «In acqua non si riesce a vedere nulla oltre venti centimetri dal nostro naso».

Per aggirare questo problema si è deciso di impiegare delle sonde per perlustrare gli anfratti tra gli scogli e verificare se il corpo del povero marinaio è rimasto incastrato in profondità dopo essere stato trascinato dalla corrente. Le sonde sono sottili e robuste, dotate di piccole videocamere che però anche nella giornata di giovedì non hanno individuato nulla.

Venerdì mattina, maltempo permettendo, riprendono le immersioni e le perlustrazioni dall’alto.

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