MARTINSICURO – Il “caso Micozzi” approda alla Corte dei Conti. La relativa documentazione sul presunto rimborso indebito che il Comune avrebbe elargito all’assessore all’Urbanistica è stata consegnata dal gruppo degli ex An negli uffici preposti dell’Aquila, nella giornata di mercoledì 14 ottobre. Alla Corte dei Conti è stato portato anche il fascicolo sulla Publiluce, per cui si dovrà stabilire se nell’attuazione della convenzione stipulata tra il privato e il Comune sia stato rispettato il principio di economicità per l’Ente. Per entrambe le questioni, ad ogni modo, si dovranno attendere diversi mesi prima che venga emesso un responso definitivo.

Intanto gli ex alleanzini hanno presentato una mozione sul caso Micozzi che dovrebbe essere discussa nel corso del prossimo Consiglio comunale che si terrà probabilmente il 23 ottobre: «Abbiamo chiesto di avviare una verifica amministrativa interna – ha affermato il portavoce Toni Lattanzi – al fine di stabilire se la determina in questione è conforme o meno alle attuali leggi vigenti».

E sempre sulla questione il gruppo di An risponde all’Udc, schieratasi al fianco dell’assessore all’Urbanistica: «Ci viene spontaneo chiederci: se a pretendere un simile rimborso così poco chiaro fosse stato un cittadino comune, quanti ostacoli e spese avrebbe dovuto affrontare?»

Gli ex alleanzini ritengono inoltre che «la posizione di Micozzi, quale assessore, non si può definire avulsa dall’aver esercitato una qualsivoglia influenza nei confronti di chi, interpretando soggettivamente la sentenza, si è sostituito all’unico organo legittimamente autorizzato a fare tali scelte: il Consiglio comunale».

«In merito al principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge – concludono – chiediamo all’Udc come mai a Micozzi, nonostante la sentenza non lo prevedesse, è stata rimborsata l’intera somma, mentre a Lattanzi solo una parte».

 

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