SAN BENEDETTO – Oltre duemila euro all’anno senza far nulla: incassano da genitori, nonni e parenti che elargiscono su richiesta o in occasione di festività e compleanni. I ragazzi italiani in base ad un sondaggio Tns pubblicato dal settimanale L’Espresso sarebbero i più viziati dell’Unione Europea.

«Chiedete e vi sarà dato – esordisce l’articolo di Marco Lignana -. Gli adolescenti non hanno bisogno di andare a catechismo per imparare le parole del Vangelo. Ci pensano mamma e papà».

Che sia un videogioco o un paio di scarpe alla moda o qualsiasi altro articolo «i genitori-bancomat» sono sempre pronti ad esaudire le richieste dei propri figli. «E così – prosegue – dopo i trentenni bamboccioni e gli adulti fannulloni, il ritratto familiare del paese si completa con i teenager sanguisuga».

La ricerca intitolata “Tru Teen Study 2010” è stata realizzata tramite 21.550 interviste ad adolescenti in venticinque diverse nazioni, con lo scopo di scoprire le abitudini finanziarie dei più giovani.

«In Italia i dati raccolti non lasciano spazio al dubbio: quasi ogni richiesta fanciullesca diventa un ordine. Sugli 810 ragazzi dai 12 ai 19 anni (rappresentativi di oltre 4 milioni e mezzo di teenager italiani) che hanno compilato il questionario on-line, l’80 per cento ha dichiarato di ottenere soldi semplicemente chiedendoli a padre e madre. Una cifra molto più alta della media europea, che si aggira intorno al 70 per cento, e scende ancora di più nei paesi del vecchio continente che non si affacciano sul Mediterraneo. In Germania, Svezia e Finlandia insomma, per citare tre esempi, quando un figlio chiede contante non è affatto certo di essere soddisfatto, perché la spesa viene valutata con attenzione».

Ma oltre che dai genitori e dai nonni, i ragazzi italiani hanno occasione di ricevere anche «regali “monetizzati”» da parenti in occasione di festività varie, come Natale, compleanni e onomastici «quando l’adulto in crisi di idee preferisce la scappatoia del “ti do i soldi e ti compri quello che vuoi”».

In base ai dati illustrati, oltre che da regali per le festività, i soldi ai giovani arrivano per il 31% da una paghetta regolarmente elargita dai genitori, mentre solo il 12% da piccoli lavori occasionali, lavoro part-time (6%), o lavoro a tempo pieno (2%).

Calcolando l’insieme delle “entrate”, «ai teenager italiani – prosegue l’articolo – nel 2009 sono andati in media 40 euro a settimana, che fanno 160 euro al mese e più di 2000 euro l’anno. Il patrimonio complessivo intorno ai nostri giovani arriva così a sfiorare i 10 miliardi di euro. Una cifra niente male, che fa gola ai grandi marchi del consumo giovanile».

Ma quali sono i prodotti maggiormente acquistati dagli adolescenti? In genere sono articoli “fashion”, ossia abbigliamento o accessori alla moda, dal paio di scarpe agli occhiali griffati. Elemento poi irrinunciabile per tutti è il cellulare: «Il 38% degli intervistati ha detto che se dovesse rinunciare a qualcosa non sacrificherebbe mai il suo telefonino di marca».

Mensilmente i giovani spenderebbero 72 euro in abbigliamento, 37 in elettronica e tecnologia, 35 in sigarette, 23 in pasti fuori casa, 22 per cosmesi e bellezza, 17 per cinema e discoteche, 16 per il cellulare, 16 in alcol, 15 in bibite analcoliche e snack, 14 in cibo da asporto.

Emblematico in relazione ai dati della ricerca Tns il commento di Giampaolo Fabris, professore di Sociologia dei consumi al San Raffaele di Milano: «E’ fin dalla nascita dei figli che genitori e parenti hanno un bassissimo grado di sopportazione di fronte ai capricci. Li riempiono di soldi e regali fin da piccoli, come non accade in nessun altro Paese. E il solo pensiero che un adolescente possa guadagnarsi qualche spicciolo con dei lavoretti saltuari sembra una cosa degradante. Non meravigliamoci però se i giovani restano a casa anche se potrebbero andare a vivere da soli. Sono stati “ben educati” fin dall’adolescenza».

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