COLONNELLA – Un periodo di cassa integrazione straordinaria della durata minima di dodici mesi (a decorrere dal 27 marzo 2009 fino al 26 marzo 2010, e un ulteriore lasso di tempo, ancora da stabilire, necessario a coprire l’amministrazione straordinaria) sarebbe la via che il Ministero del Lavoro-Direzione ammortizzatori sociali sembra intenzionato a percorrere in relazione alla vertenza Atr, l’azienda di Colonnella che produce componentistica in materiali compositi avanzati in fibra di carbonio. I vertici della direzione lo hanno assicurato nel corso di un incontro tenutosi a Roma alla presenza del responsabile del Servizio relazioni industriali della Provincia, Paolo Rota, e dei rappresentanti dell’azienda.

La Provincia, che si è fatta promotrice della soluzione approvata poi dal Ministero, ora dovrà convocare le parti e fissare un incontro per dare il via alla procedura di approvazione della misura, che servirà ad estendere l’efficacia temporale degli ammortizzatori sociali fino a marzo o comunque, come viene auspicato, fino a quando l’azienda di Colonnella sarà in grado di uscire dal periodo buio tramite il programma di salvataggio presentato dal commissario straordinario, Gennaro Terracciano.

«Il fatto che il Ministero abbia condiviso positivamente le nostre richieste sulla Cigs – ha affermato il presidente Valter Catarra – è da salutare come una circostanza positiva, sia in termini di garanzie per il reddito dei lavoratori sia sotto il profilo del lavoro di squadra che è stato portato avanti in questo periodo, insieme a tutti i soggetti coinvolti, allo scopo di individuare strade percorribili per tentare di uscire dalla crisi».

«E’ indubbiamente un buon risultato, quello della Cigs – ha aggiunto l’assessore alle Attività produttive, Ezio Vannucci – che, dopo la firma con i sindacati e l’azienda, ci consentirà di concentrarci sul programma di salvataggio, attualmente all’approvazione del Ministro Scajola, teso al risanamento oppure all’acquisizione dell’azienda o di rami d’azienda da parte di eventuali imprenditori interessati».

 

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