ASCOLI PICENO – Ore cruciali per i lavoratori della Manuli, la multinazionale specializzata nella produzione dei tubi di gomma che in estate ha annunciato la chiusura del sito produttivo ascolano e la messa in mobilità di 375 dipendenti. Lunedì mattina c’è stato il presidio davanti al Palazzo San Filippo dove una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal Prefetto.

Ma il giorno decisivo sarà martedì, quando lavoratori e sindacati incontreranno presso il Ministero dello Svilupppo Economico i vertici della multinazionale. Dalla Manuli ci si aspetta un piano industriale che possa scongiurare il rischio di licenziamenti di massa e garantire quantomento il mentenimento di buona parte dell’attività produttiva.

I segnali sono positivi, ma non mancano le preoccupazioni. Soltanto martedì si conosceranno con certezza le intenzioni dell’azienda. La sensazione è che si vada in direzione della chiusura di un reparto, quello che produce tubi “intrecciati”, il che causerebbe comunque una perdita di posti di lavoro ma non nelle dimensioni e nei modi paventati inizialmente.

Intanto domenica sera il Comune di Castel di Lama ha donato delle tende ai lavoratori che presidiano l’ingresso della Ahlstrom, la cartiera ferma da due anni, e che sono in attesa di avere risposte sul proprio futuro. Si parla della costruzione di una centrale di cogenerazione e in settimana la Conferenza dei Servizi e la Giunta regionale si pronunceranno in merito al piano di fattibilità.

«Al contrario di quanto fanno altri – dice l’assessore Francesco RuggieriCastel di Lama mantiene le promesse che fa, e soprattutto continua da tempo con la Manuli, la cartiera e altre aziende ad avere a cuore le problematiche di centinaia di operai e famiglie del comprensorio della vallata che rischiano il licenziamento e la povertà».

«Per l’intervento di domenica sera – continua Ruggieri – devo ringraziare la nostra sezione della Protezione civile che si è prodigata per installare le prime tende dopo pochissimi giorni, e che lavorerà con noi per trovare anche brandine e altri beni di sostegno e di necessità per alleviare le difficoltà degli operai in lotta al sito della Ahlstrom».

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