SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sembra tornata la fiducia in casa Samb, grazie a una settimana perfetta, nella quale il “bomber” Chimenti, sostituto dello squalificato Ottavio Palladini, ha ottenuto tre vittorie consecutive, sfruttando il fatto di giocare sempre in casa.
È stato sfatato il tabù “Riviera”, vendicando le due sconfitte contro Piano San Lazzaro e Cingolana (i più scaramantici ringraziano anche il… cambio di maglie, passate da bianche a verdi – tra i dilettanti è la squadra di casa che in genere deve cambiare maglie, ecco perché il rossoblu finora si è visto solo in trasferta), ed è stato conquistato il passaggio del turno in Coppa Italia: una competizione da non mettere assolutamente in secondo piano, perché potrebbe dare una seconda chance per salire in serie D.
Tre vittorie, quelle contro Fortitudo, Grottammare e Tolentino, assolutamente meritate, con una Samb che ha controllato sempre il gioco e ha collezionato occasioni da gol: è emersa, finalmente, la qualità superiore della rosa rossoblu, abbinata però a quella grinta e a quella “cattiveria” che nelle prime giornate erano mancate.
La chiave tattica è stato il cambio di modulo a centrocampo, con l’adozione del classico 4-4-2, a causa dell’infortunio di Giandomenico, croce e delizia dell’inizio campionato rossoblu. Proprio la collocazione del talentuoso trequartista era stata un po’ il rebus da risolvere prima per Minuti e poi per Palladini: dopo l’iniziale collocazione da esterno d’attacco nel 4-3-3, Giandomenico era stato riportato più indietro, a galleggiare tra centrocampo e attacco in un 4-3-1-2. In questo modo si era reso sicuramente più efficace, entrando nel vivo del gioco, ma era rimasto il problema dello scarso “peso” del centrocampo, privo di mordente in fase di recupero del pallone.
L’acquisto di Pasquale Rulli, da questo punto di vista, si è rivelato importantissimo: il centrocampista ex Grottammare, nonostante una preparazione non ottimale, si è inserito alla perfezione negli schemi rossoblu, sgravando D’Aniello dal lavoro di interdizione e mostrando grinta e la determinazione “da Eccellenza”. D’Aniello, di contro, si è ritrovato unico giocatore nel ruolo di regista, senza più il “doppione” Giandomenico, rendendo il gioco più fluido e meno confusionario. Il gioco della Samb si è sviluppato molto sulle fasce, grazie ai “motorini” Bianchi e Zazzetta, a tratti inarrestabili e ben supportati dai terzini.
In attacco, poi, si è inserito prepotentemente Menichini, finalmente entrato in condizione: il centravanti di Foligno sembra aver soffiato il posto a Basilico, bravo nelle sponde ma poco incisivo, mentre Cacciatore, capace di mettere in difficoltà ogni difesa con i suoi inserimenti, è ormai inamovibile. Ancora: la dolorosa esclusione di Ogliari, che era diventato capitano dopo il passaggio dal campo alla panchina di Palladini, è servita per affidare il posto da under ai due terzini Nicolosi e Natalini, forse tra i fuoriquota migliori della rosa rossoblu: Natalini, in particolare, è apparso in grande crescita, come del resto il buon campionato dello scorso anno a Macerata faceva sperare.
Tutto bene, quindi? Non del tutto. Anche se le occasioni da gol sono state tante, sia contro la Fortitudo che contro il Tolentino, la Samb ha denotato una certa difficoltà a “chiudere” le partite, rischiando la beffa già vista contro il Piano San Lazzaro in alcune occasioni. Meglio quindi concretizzare maggiormente la mole di gioco prodotta, senza rischiare, anche se, come ha detto Chimenti, alla fine l’importante è vincere, anche soffrendo. Inoltre resta aperto il “rebus” Giandomenico, un giocatore difficile da lasciare fuori, ma che potrebbe rompere l’equilibrio tattico faticosamente raggiunto.
Come sempre succede nel calcio, le vittorie hanno anche riportato quella fiducia e convinzione nei propri mezzi che sembravano appannate dopo la partenza-choc, anche se il patron Sergio Spina, dopo l’amaro pareggio di Macerata, si era detto convinto che da lì sarebbe iniziato il vero campionato della Samb. Ora i rossoblu si trovano al sesto posto, ancora a 8 punti dal super-Urbania (che non va sottovalutato: spesso in Eccellenza a vincere il campionato sono stati outsider come Centobuchi, Recanatese, Elpidiense Cascinare), ma non tanto distanti dalle altre favorite, come Vis Pesaro, Fermana e Piano San Lazzaro.
Insomma: la Samb, adesso, c’è. Fuori dal campo c’era sempre stata, con una società e un tifo addirittura migliori di quelli dello scorso campionato di Prima Divisione, vissuto tra il disamore e i problemi finanziari dei Tormenti e la contestazione dei tifosi. Ora c’è un progetto, fondato sul settore giovanile e su una società il più possibile “allargata” alle forze del territorio; c’è un tifo che non ha mollato ma anzi si è ricompattato: i 1414 abbonamenti, circa 200 più dell’anno scorso, sono un numero stratosferico per l’Eccellenza. E ora sembrano esserci anche i risultati sul campo, almeno se continuerà questo atteggiamento di umiltà, grinta e determinazione e sarà dimenticata la sufficienza vista a inizio campionato.

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