SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da Andrea Marinucci*, consigliere comunale per i Verdi

«L’amministrazione comunale ha recentemente messo in campo un piano ambizioso in materia di gestione dei rifiuti: una raccolta differenziata spinta attraverso il porta-porta e le “gabbianelle” in centro-città. La scelta ha senz’altro modificato la routine quotidiana dei cittadini sambenedettesi soprattutto quelli poco sensibili al conferimento dei rifiuti solidi urbani. Naturalmente sono sorte polemiche, leggende metropolitane sull’utilità o meno della raccolta differenziata: si è sentito dire che è antieconomica, che la Picenambiente non ricicla o lucra sul materiale raccolto ed altre inesattezze. Purtroppo qualche politico sprovveduto, senza fare alcun approfondimento, ha cavalcato questa sterile polemica. Il sottoscritto, invece, si è documentato grazie anche alla collaborazione dell’amministratore delegato della Picenambiente Leonardo Collina. La materia di discussione non è semplice, spero di riuscire a riassumere in breve e farmi capire.

La convenzione stabilisce che tutte le fasi di raccolta, svuotamento dei contenitori, trasporto, trattamento, selezione e recupero finalizzato al riciclaggio sono a totale carico della Picenambiente che diviene proprietaria dei materiali all’atto della raccolta.

Attenzione, i residui o scarti di lavorazione, derivante dall’attività di selezione (cosiddetti sovvalli), vengono smaltiti come rifiuti speciali e quindi con un maggior costo a carico della Picenambiente. In questo modo s’induce Picenambiente ad ottimizzare le attività di recupero finalizzate al riciclaggio al fine di coprire i costi per le attività di selezione e pressatura imposti dai consorzi di filiera che acquistano il materiale post-riciclo. Quest’ultimi eseguono periodicamente dei controlli a campione delle balle pressate di carta, plastica o alluminio: più il “prodotto” è esente da impurità maggiore sarà il prezzo d’acquisto (esistono delle tabelle apposite). Gli operai (le nuove assunzioni dovute alla green-economy) che operano al centro di smaltimento di Spinetoli sono quindi responsabilizzati dall’azienda ad un lavoro di qualità nella selezione. Questi costi sono a totale carico di Picenambiente.

La selezione del multimateriale è un altro argomento ignoto ai non addetti ai lavori. Se avessimo obbligato i cittadini alla raccolta monomateriale (plastica, vetro e alluminio) avremmo sicuramente creato ulteriori disagi: 3 sacchi anziché 1, tre giorni alla settimana di raccolta porta a porta, il camion che passa sotto casa tre volte con conseguente aumento di traffico e inquinamento atmosferico e acustico, ecc..

I costi di selezione verrebbero amplificati e non esisterebbe più economia di scala se tutti i Comuni consorziati volessero incassare gli introiti della differenziata. Immaginiamo quanto caos creerebbe gestire 20 piattaforme per lo stoccaggio, la selezione del multimateriale divisa per ente e soprattutto 20 contabilità diverse. Inoltre si metterebbe in condizione il gestore di essere meno virtuoso nella selezione: tanto incasserebbero meno le amministrazioni comunali… (ricordo che più il materiale riciclato è puro e più si guadagna). Con questa soluzione una solo cosa sarebbe certa, i costi di selezione, mentre i ricavi diventerebbero una voce aleatoria con conseguenti difficoltà nel redigere bilanci di previsione.

Con l’attuale convenzione il Comune consegue vantaggi della raccolta differenziata spinta, con il risparmio nei conferimenti in discarica inducendo Picenambiente a lavorare “seriamente” sulla selezione del “riciclato” per spuntare prezzi migliori nella vendita ai consorzi di filiera.

Oltre al vantaggio economico vorrei sottolineare quello etico ossia sarebbe un suicidio spendere le stesse risorse economiche per mettere i rifiuti sottoterra creando così danni ambientali irreversibili per le generazioni future e spreco di risorse.

Fare qualche sacrificio in più nei nostri abituali gesti quotidiani permetterebbe alla nostra città di non arrivare alle emergenze attuali di Napoli (tenute nascoste dai media nazionali) e Palermo dove, nonostante nell’ultimo anno abbiano aumentato la Tarsu del 175%, le vie cittadine sono attualmente sommerse dalla “mondezza”!!! Inoltre se riusciremo a mantenere nel tempo la soglia del 60% (se tutti i Comuni raggiungessero questa cifra non ci sarebbe bisogno di nuove discariche) di raccolta differenziata potremmo cominciare a pensare alla riduzione della Tassa dei Rifiuti.

Inoltre invito il Sindaco a trovare le risorse per impiegare maggiore personale della Polizia Municipale al controllo sistematico delle zone critiche (cassonetti e totem) e a sanzionare i cittadini poco virtuosi».

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