SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Ug lancia l’allarme sulle condizioni dell’ospedale civile “Madonna del Soccorso”. Lo fa per voce dei suoi esponenti Pino Marucci, Benito Rossi e Antonio Guidi, quest’ultimo segretario provinciale della sezione Medici del sindacato.

Secondo l’Ugl le dimissioni del direttore della zona 12 Asur, Giuseppe Petrone, avrebbero di gran lunga peggiorato la situazione, già difficile, della sanità pubblica rivierasca. «Il peso di un direttore per la richiesta di risorse, nuove cariche e appalti è maggiore di quello di un commissario straordinario» sostiene Marucci «e nonostante il commissario straordinario Esposito sia una persona competente, il ruolo da lui rivestito non gli permette di avere peso politico, cosa che al contrario succede all’Asur 13 di Ascoli con il direttore Zuccatelli».

“Zuccatelli dominus” afferma Marucci, secondo cui l’abbandono di Petrone avrebbe lasciato campo libero decisionale ad Ascoli.

L’ospedale di San Benedetto è afflitto da carenza di personale. In alcuni casi non si riesce a garantire la reperibilità notturna, i pazienti sono costretti, in qualche reparto, a file interminabili, il numero di chirurghi nei reparti sta diminuendo. Dai dati presentati da Antonio Guidi, nell’ospedale di San Benedetto è di conseguenza alto il tasso di mobilità passiva a causa del dirottamento di pazienti in altre strutture ospedaliere per esami e operazioni.

Ecco il quadro a tinte fosche dipinto dalla Ugl: «Reparti senza un dirigente, reparti con un dirigente in condominio con un altro ospedale, reparti con un dirigente a rinnovo semestrale. C’è chi arriva e chi se ne va nell’arco di qualche mese. Unità Operative Semplici, al contrario di quanto avviene in altre zone di questa Regione, prive di budget e di personale totalmente dedicati e quindi impossibilitate ad operare al meglio. Carenze di organico medico ed infermieristico, difficoltà a valorizzare le rispettive professionalità, personale medico sostanzialmente scontento e demotivato che nonostante tutto e compatibilmente con le difficoltà con cui è costretto ad operare quotidianamente, riesce con sacrificio personale ad assicurare un ottimo livello assistenziale».

«In caso di urgenze i pazienti di endoscopia, mancando il personale infermieristico,vengono trasferiti a Fermo».

Benito Rossi poi ricorda che non è stato attivato ancora il secondo punto di emergenza territoriale, previsto da oltre 15 anni: «Oggi l’ attività viene coperta togliendo un infermiere dal Pronto Soccorso».

Per Marucci bisogna evitare che nelle Marche rimanga come centro di eccellenze solo l’ospedale di Ancona. «Se non si instaurerà un dialogo alla pari con Zuccatelli per risultare più forti in Regione, i casi come il primario di Ascoli che regge Oculistica a San Benedetto saranno sempre più frequenti».

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