SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Petizione consegnata al Comune e alla Regione da parte di Confesercenti per richiedere nuove scogliere nel tratto di mare fra le concessioni balneari numero uno e numero 28.
La stragrande maggioranza degli chalet di quella fascia, tramite una raccolta di firme, ha indicato la strada meno costosa e più facilmente realizzabile per combattere l’erosione del litorale. In quella parte di costa, infatti, si trovano delle barriere frangiflutti soffolte, cioè non emerse. Mentre sui restanti quattro chilometri della costa sambenedettese la difesa della costa viene messa in pratica con le scogliere emerse. Si è di fronte a un bivio: alzare il livello delle scogliere soffolte ponendoci sopra nuovi massi oppure allargare la base delle scogliere non emerse.
I concessionari di quel tratto, tranne due eccezioni, hanno richiesto a Comune e Regione la prima opzione, che comporta un investimento di 750mila euro (di cui 500mila euro con fondi regionali, il resto con fondi del Comune di San Benedetto).
Il segretario regionale di Confesercenti Paolo Perazzoli e il delegato per il settore balneare Roberto Sestri spiegano: «Le scogliere soffolte devono essere molto larghe per essere efficaci contro le mareggiate. Ma allargarle comporterebbe una spesa che in quel tratto di costa si aggira sui tre milioni di euro. E questi soldi ora non ci sono. Perciò, visto che le mareggiate del 2008 hanno di nuovo “mangiato” la spiaggia, abbiamo chiesto agli enti pubblici di intervenire trasformando le scogliere soffolte in scogliere emerse».
Nei mesi passati il presidente dell’Assoalbergatori Gabriele Di Emidio aveva espresso il suo dubbio sul fatto che le scogliere emerse provochino una cattiva circolazione dell’acqua marina sotto costa intorpidendo il mare. Perazzoli risponde così: «La Regione ci ha assicurato che se vengono rispettate le dimensioni dei varchi fra le scogliere, la buona circolazione dell’acqua è garantita. Riteniamo che la balneabilità delle acque in quella zona di costa è condizionata dalle acque del torrente Albula, che portano a mare detriti e fango nei periodi di piena. E non dalla questione delle scogliere».
La foce del torrente, lo ricordiamo, nei prossimi mesi sarà interessata dalla costruzione di un piccolo molo che secondo i tecnici eviterà che le acque dell’Albula rimangano sotto costa intorpidendo il mare.

Il dragaggio del porto, con il conseguente trasporto di sabbia compatibile sul litorale eroso, avverrà dal marzo 2010 in poi, assicura il sindaco Gaspari riferendo le intenzioni della Regione. La sabbia estratta dal porto, dice il primo cittadino, che dovesse risultare non compatibile con la spiaggia potrà essere trasportata nella cassa di colmata di Ancona.

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