SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ritrovo San Benedetto / dolce verde marino“. Il verso del grande e compianto poeta Mario Luzi, dedicato a San Benedetto, lo ricordano tutti i sambenedettesi, e non solo. Certamente era dedicato alle bellezze naturali della Riviera, e mai il poeta toscano avrebbe immaginato che quel verde, sia pur profondo e quasi sintetico, si sarebbe concentrato con sì tanta chiarezza nelle acque che, fino ad ora, hanno goduto delle brezze ottobrate e protette della cassa di colmata, la discussa opera in corso di ultimazione sul Molo Nord.

Opera che, sia ripetuto ancora, è all’interno dei canoni della legge, ma che ha comunque aperto una profonda discussione in città perché molti cittadini temono che, in un futuro più o meno lontano, eventuali infiltrazioni d’acqua rischino di inquinare il mare che bagna la vicinissima Grottammare e ovviamente quello di San Benedetto (le concentrazioni di metalli pesanti, in special modo il piombo, sono ovviamente superiori a quelle tollerate nel mare aperto). Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, invece, la sabbia dragata prima dal fondale del porto di San Benedetto e poi, in quantità cospicue, dal porto canale di Senigallia, servirà per realizzare una banchina che potrebbe essere il ponte per il terzo braccio o per eventuali attività commerciali (clicca sulla parola chiave sulla destra, in rosso, per ricostruire le diverse posizioni).
Fatto sta che riteniamo opportuno, ai fini di una corretta e approfondita informazione, pubblicare le foto che sono state a noi inviate dal nostro lettore Mariano Vesperini. Che non avranno nulla di scientifico. Ma che sicuramente saranno utili, in un modo o nell’altro, anche come archivio storico cittadino.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 875 volte, 1 oggi)