SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il nuovo decreto definito dal sottosegretario alla salute Francesca Martini prevede la cancellazione della black list per i cani denominati “pericolosi”, lasciando spazio a nuove soluzioni educative per i loro padroni: «un corso gratuito volto a migliorare i rapporti tra cane e uomo, spesso mal gestito dalla nostra società». Queste le parole del sottosegretario alla salute, che invita le amministrazioni locali a muoversi in tal senso e stimola il cittadino alla richiesta di corsi gratuiti presso i propri Comuni.

A caldo abbiamo ascoltato l’opinione dell’assessore all’Ambiente Paolo Canducci.
«Intanto trovo l’iniziativa una cosa buona e giusta, ma prima di mettere in moto una macchina formativa così particolare preferirei sincerarmi delle risorse ministeriali che verranno destinate al caso. Intanto la black list è stata eliminata e la previsione di una maggiore responsabilità al proprietario naviga nella giusta direzione».

Il decreto notifica molto più che una semplice cancellazione di una lista. Nonostante le polemiche e fraintendimenti una cosa è certa: i corsi sono obbligatori e si devono fare per tutti i proprietari di cani considerati “impegnativi”. A tal proposito, sempre all’assessore Canducci, abbiamo domandato dove fosse possibile ricevere informazioni utili e quando ipoteticamente si sarebbe dato il via ai corsi.

La risposta: «La delibera prevede un coinvolgimento anche con associazioni di volontariato. Saremo in grado di mettere in piedi i corsi non appena il territorio ne sentirà l’esigenza, spero. Per tutte le informazioni del caso, è fondamentale rivolgersi presso l’Asur servizio veterinario di San Benedetto, o in alternativa, presso lo Sportello per i diritti degli animali del Comune».

Anche se la notizia è stata raccontata in mille modi provocando troppi equivoci, la legge parla chiaro: non si tratta di una libera scelta, ma di un obbligo da assolvere per tutti i proprietari di cani cosiddetti “difficili da gestire”. Lo dice lo stesso sottosegretario invitando la popolazione a pungolare le autorità comunali. Giustamente creare allarmismi è controproducente ci spiega l’assessore, come sembra doveroso offrire la giusta risposta ai mille dubbi che in casi come questo si vengono a creare.

«Anche se dopo l’entrata in vigore della delibera ci si sente spiazzati, non esistono ragioni di cui preoccuparsi. Saremo in grado di fronteggiare anche questa esigenza e valutate le singole necessità, troveremo una soluzione adeguata per tutti».

PARCO MARINO Intanto l’esponente dei Verdi interviene anche sulla questione del Parco Marino del Piceno, il cui iter istitutivo presso il ministero dell’Ambiente sembra essersi arenato, probabilmente in maniera definitiva: «Se questo percorso è fermo, è solo perché non è mai stata convocata la Conferenza unificata, l’organismo che raccoglie Stato, Regione ed Enti locali coinvolti e che ha il compito di esprimere un parere definitivo sull’istituzione dell’area protetta. E ciò non è avvenuto per la semplice ragione che il Ministero dell’Economia, che ha il compito di convocare la Conferenza insieme a quello dell’Ambiente, ha tagliato i fondi originariamente previsti per la fase di avvio del Parco. Tutto quanto era nella competenza degli enti locali, Comune e Provincia, è stato fatto». Poi Canducci rivolge una richiesta di chiarimenti alle nuove Province di Ascoli e Fermo: «Io e il sindaco Gaspari abbiamo scritto qualche giorno fa al presidente Celani e al presidente della provincia di Fermo Cesetti per conoscere le loro intenzioni. Se la provincia di Ascoli vuole ripensarci, lo dica chiaramente perché non sta scritto da nessuna parte che tra i soggetti promotori debba esserci un’Amministrazione provinciale. Vorrà dire che ci restituirà le somme a suo tempo anticipate dai Comuni per avviare la parte promozionale dell’attività del parco».

Quanto al fatto che il Parco avrebbe potuto danneggiare le attività dei vongolari, Canducci ribadisce che «a seguito dell’ultima riperimetrazione, l’area del parco totalmente interdetta alle attività di pesca è di appena il 17% del totale, per lo più individuata in corrispondenza delle foci dei fiumi».

Argomento cassa di colmata sul molo nord del porto, infine. Canducci è polemico contro il comitato che la avversa e contro Rifondazione Comunista: «Ricordo agli ambientalisti dell’ultim’ora che la cassa è in fase di realizzazione da due anni e che è già stata utilizzata per stoccare le sabbie del nostro porto non compatibili con il ripascimento della spiaggia. Un fatto stranoto a tutti, sul quale nessuno ha trovato mai nulla da ridire: mi chiedo come mai, adesso che il partito della Rifondazione comunista non guida più la Provincia e non è più nella maggioranza al governo della città, si gridi all’attentato ambientale».

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