SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il sindaco di San Benedetto Gaspari in qualità di consigliere nazionale, e il sindaco di Ripatransone D’Erasmo come membro del direttivo Marche, hanno partecipato mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre alla XXVIª assemblea ANCI che si è svolta al Lingotto di Torino, durante la quale è stato eletto il nuovo presidente nazionale dell’associazione dei Comuni italiani: è il sindaco di Torino Sergio Chiamparino.

Nel pomeriggio di giovedì, inoltre, i sindaci marchigiani hanno partecipato alla cerimonia di consegna di un attestato dell’ANCI al coordinatore nazionale della Protezione Civile Guido Bertolaso.

Nel corso dei lavori, l’assemblea ha ribadito l’importanza fondamentale dei Comuni sia per la qualità della vita dei cittadini, sia per i loro problemi, dai più lievi ai più gravi. Il Comune, in altri termini, è il primo ente al quale i cittadini si rivolgono nel caso in cui abbiano un problema di tipo sociale. Una vicinanza ribadita regolarmente da tutti i sondaggi effettuati in proposito. E proprio per questa funzione, i sindaci sono tornati a chiedere maggiori risorse al Governo nazionale, in anni di continui tagli ai trasferimenti, e di erosione dei servizi stessi, che questa tendenza determina.

«Ormai da anni i Comuni stanno riducendo gli sprechi veri o presunti», commenta il sindaco Giovanni Gaspari, «basti pensare alla riduzione del personale imposta attraverso il fatto che non tutti i dipendenti che vanno in pensione possono essere sostituti da nuovi assunti. Già questo meccanismo mette in difficoltà il lavoro dei Comuni, senza considerare altri meccanismi, come il taglio ai trasferimenti, o la difficoltà a vedere finanziati importanti progetti di opere come strade o infrastrutture di vario tipo».

«La bellezza del nostro territorio è certificata da vari riconoscimenti», afferma da parte sua il sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo «Questi “titoli”, però, non premiano solo le qualità naturali, ma anche i servizi offerti e dunque la qualità della vita nei nostri centri, sia sulla costa che nell’entroterra. La propaganda degli sprechi, almeno per Comuni virtuosi come quelli marchigiani e di varie altre parti d’Italia, deve fermarsi e cedere il passo alla necessità di maggiori finanziamenti per progetti che vanno a diretto beneficio dei cittadini».

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