MARTINSICURO – Il caso Micozzi continua a tenere banco a Martinsicuro, con l’ex An pronta a rispondere alle affermazioni della maggioranza sull’operato dell’assessore all’Urbanistica e  il gruppo di Città Attiva che chiede un Consiglio comunale straordinario per fare pubblicamente luce sulla vicenda.

In merito alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale sulla legalità dell’operazione contestata, gli ex An affermano che sono state dette delle «volute bugie».

«Come possono confermare gli avvocati Di Salvatore e Vagnoni – scrivono in un comunicato stampa – una sentenza o la si accetta o si esercita un sacrosanto diritto: si impugna. Cosa, quest’ultima, che non è avvenuta. Pertanto sia Lattanzi che Micozzi l’hanno fatta propria, con tutte le conseguenze previste».

In particolar modo i consiglieri di minoranza precisano che «non è vero che la sentenza impone il rimborso delle somme a tutti e due, ma solo a Lattanzi. Questo perché Micozzi, nel momento in cui avrebbe potuto, non ha citato in giudizio il Comune poichè temeva di doversi dimettere da consigliere. Sperando quindi di evitare la condanna del pagamento, ha preferito rischiare.

Questa scelta – proseguono – si può anche non condividere, ma è stata la sua scelta e come tale va accettata. Non è concepibile però che abbia successivamente beneficiato del rimborso di cui in sentenza non c’è traccia.

Non siamo noi – concludono – che affermiamo che Lattanzi andava rimborsato e Micozzi no, ma qualcuno di più autorevole: il giudice. E il gesto di Micozzi è più che sufficiente per ritenere che non può più ricoprire il ruolo di amministratore poiché, quantomeno, la paventata trasparenza non è ravvisabile. Se, invece, l’amministrazione avesse fatto la scelta di riconoscere tale rimborso, avrebbe avuto l’obbligo di predisporre atti idonei».

Sull’invio della documentazione alla Corte dei Conti e sull’attesa del Comune di eventuali disposizioni della stessa in merito alla vicenda, definiscono l’atteggiamento dell’amministrazione «un gesto deprecabile e pericolosissimo, poiché in tal modo si rischia di creare seri problemi a qualche funzionario comunale».

E mentre gli ex An rispondono alla maggioranza, il gruppo di Città Attiva ha chiesto che l’intera vicenda sia discussa in un Consiglio Comunale straordinario: «Non vogliamo ergerci a giudici di nessuno – scrivono – ma dobbiamo prendere atto del silenzio imbarazzante del diretto interessato, così come dei tentativi di difesa oltremodo scomposti dei suoi compagni di viaggio».

Un Consiglio «per chiedere a chi sa di motivare, e consentire ai cittadini di sapere la reale sequenza dei fatti».

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