SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nessun terzo braccio, piuttosto un sostegno concreto al progetto del Parco Marino. Rifondazione Comunista parla chiaro e nel corso di una conferenza stampa fiume boccia il piano del sindaco Gaspari, colpevole di aver ritenuto la contestata cassa di colmata come «il primo mattone per un  futuro ampliamento del porto sambenedettese».

L’idea, auspicabile per il primo cittadino, riserverebbe invece dei problemi. Almeno secondo il consigliere comunale Daniele Primavera: «La finalità del terzo braccio è una falsa finalità. La Regione Marche ha recentemente spiegato che la sua realizzazione sarebbe inutile se prima non si risolve il problema della viabilità. E sulla stessa lunghezza d’onda è anche la Camera di Commercio di Ancona».

L’esponente della sinistra si pone poi altri quesiti, legati principalmente alle opportunità commerciali della città e al grattacapo ambientale: «I grossi porti adriatici del Centro Italia sono troppi e stanno subendo una fase di declino proprio per via della loro frammentazione. Inoltre, la nuova struttura porterebbe alla sparizione di oltre 200 metri di spiaggia libera».

Primavera, supportato dal consigliere provinciale Gabriele Marcozzi e Marina de Panicis, mostra successivamente una Delibera Regionale di giunta del 2007, nella quale vengono esplicitamente elencate in ordine di priorità le localizzazioni dove costruire le casse di colmata. «Prima Ancona, poi due impianti a Fano e solo dopo San Benedetto e Senigallia. Come mai la nostra zona dalla quarta è saltata in prima posizione? In questo modo viene ulteriormente sbugiardato chi ha parlato nelle ultime settimane di una programmazione regionale».

Le perplessità di Rifondazione si spostano infine sul Parco Marino, un percorso ambizioso, ma non compatibile con l’attuale operato dell’amministrazione comunale: «Guardando le mappe ci accorgiamo che il terzo braccio cadrebbe nell’area ‘coperta’ dal Parco, che prevede norme restrittive. Piano di Spiaggia e Powerboat prima e la cassa di colmata oggi dimostrano che non esiste tra le istituzioni un senso di cultura ambientalista».

Proprio in questo senso, il partito ha recentemente aperto un sito internet (www.parcomarinopiceno.it), dove sarà possibile discutere ad ampio raggio del futuro dell’area costiera in questione.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.435 volte, 1 oggi)