CUPRA MARITTIMA – Dopo il ritrovamento della base della colonna di epoca romana vicino al distributore di benzina Erg, abbiamo voluto sentire la voce dell’Archeoclub di Cupra. Non solo perchè è uno dei soggetti coinvolti nella questione, ma perchè è uno degli enti che da sempre si batte perchè Cupra valorizzi al massimo le risorse storiche di cui è ricca. Possiamo immaginare quindi la delusione per la chiusura dello scavo preventivo, una volta concluso il monitoraggio da parte della Soprintendenza Archeologica delle Marche. Lo scavo, infatti, era stato ordinato dalla Soprintendenza prima della realizzazione di un nuovo autolavaggio in quell’area. Si sapeva che quella era una zona potenzialmente ricca di reperti preziosissimi, ora è stato compiuto un monitoraggio in profondità e sono state tracciate le coordinate in estensione della zona e lo scavo è stato ricoperto, per tutelare la conservazione dei resti di quella che sembra proprio una antica villa romana. L’autolavaggio non potrà essere realizzato, sorgerà invece una strada sopra una zona che in un futuro potrebbe tornare ad essere scavata.
Abbiamo incontrato il presidente dell’Archeoclub, Vermiglio Ricci, che ha detto a proposito: «Per prima cosa iniziamo a vedere come positivo il fatto stesso che sia stata fatta questa indagine archeologica preventiva. Certo è che non possiamo dire di essere totalmente soddisfatti per come sono andate le cose».

«Una volta fatto lo scavo – spiega meglio Ricci – e scoperto che lì in profondità c’era del materiale interessante, si sarebbe potuto continuare a studiare l’area, invece si è solo riusciti ad avere la base della colonna».

Prosegue il presidente dell’Archeoclub: «È vero, magari la Erg poteva essere contraria allo smantellamento totale dell’area di servizio, ma ci saremmo accontentati almeno di una lastra di vetro posta sopra lo scavo, in modo da rendere fruibile l’area e avremmo avuto una tappa in più del percorso archeologico cuprense».

«Si trattava – conclude Ricci – di una soluzione che avrebbe permesso di far convivere l’antico e il moderno, e invece niente di questo questo è stato fatto. Comunque abbiamo avuto la conferma che in quell’area erano presenti degli insediamenti umani. Ora possiamo solo sperare che qualcuno in futuro riprenda a scavare».

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