SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Museo del Mare pronto entro settembre del 2010. Il progetto esecutivo del nuovo polo culturale all’interno del Mercato Ittico comunale è stato approvato nelle settimane scorse e sabato l’assessore alla Cultura Margherita Sorge ha manifestato ottimismo e fornito date precise: «Da qui a dicembre partiranno le gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori. Poi la tempistica sarà ben precisa, contiamo di avere la struttura pronta per settembre del 2010».

La spesa totale per allestirla ammonta a 326mila euro. Il Comune contribuisce con 141mila euro di fondi propri, 76mila dei quali sono stati messi in bilancio di recente dopo la cessione dell’immobile comunale “sala Cedic”. Poi ci sono 100mila euro di fondi ministeriali e un contributo di 85mila euro da parte della Fondazione Carisap.
Il progetto, su cui l’assessorato alla Cultura ha puntato molto, prevede l’unificazione dei due musei in zona portuale, il Museo delle Anfore e il Museo Ittico, all’interno di un polo che concentra reperti storici della storia della pesca adriatica dal ‘700 ai giorni nostri, reperti archeologici dell’antica Truentum, documenti cartacei, fotografici e multimediali, effetti di luce, schermi al plasma. Per la sezione “Antiquarium Truentinum”, la Soprintendenza ai beni archeologici sta catalogando un ampio deposito di reperti, che saranno poi esposti non prima del 2011.
“Museo della Civiltà Marinara delle Marche”, questa è la definizione completa della nuova struttura. L’accesso si troverà presso il Museo delle Anfore, poi si salirà al primo piano del Mercato Ittico, in un locale di 680 metri quadri pensato per le attività commerciali ma sempre inutilizzato, per il quale la Capitaneria di Porto ha approvato una variante di destinazione d’uso. Lo spazio ha una ampia vista sul porto, mentre dal lato interno ci sono i corridoi che circondano la storica sede delle aste del pesce.
Gli architetti che hanno progettato la struttura (Tiziana e Cinzia Maffei, Antonella Nonnis della “Progetto Zenone”) spiegano che ci saranno 18 “unità narrative”, in cui i visitatori potranno ricevere informazioni in modo semplice e intuitivo, leggendo, guardando e ascoltando. Senza percorsi astrusi, assicurano, e con attenzione a eliminare ogni barriera architettonica per i disabili.
Diciotto unità che vanno dal cono sonoro in cui si ascoltano i rumori del mare al libro virtuale con le documentazioni d’archivio sulla storia sambenedettese, dalla sezione sui “mestieri del mare” alla sezione sui maestri d’ascia e sulla cantieristica navale. Dallo spazio dedicato ai pescatori morti nelle sciagure del mare, “il cimitero negato”, all’angolo dedicato alle tradizioni religiose e alla Festa della Marina, per concludere il percorso in una sala video e in un momento dedicato alla letteratura del mare, con i sonetti della poetessa Bice Piacentini e grandi autori internazionali.
Gino Troli, componente del comitato scientifico, spiega che l’apparato museale dedicato ai mestieri “di terra” (funai, canapini) è davvero completo dal punto di vista dei reperti. Non è così per la sezione dedicata alla navigazione, in quanto purtroppo non esistono più esemplari completi di paranze e lancette, cioè delle imbarcazioni da pesca dell’era prima del motore.
«Sarà un luogo unico, dove raccontare il mare inteso come civiltà della pesca, non come luogo turistico. E San Benedetto merita di avere questo polo dedicato alla storia marinara delle Marche, perché è stata ed è una capitale della pesca Adriatica», afferma Troli.
Del Museo del Mare ha parlato anche il Sole 24 Ore, in un recente pezzo nella sezione “Costume e società” a firma di Mario Savini.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 815 volte, 1 oggi)