dal settimanale Riviera Oggi numero 792
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ci sono personaggi, dalla cultura, al sociale, alla politica che, dopo aver dato tanto per la crescita di San Benedetto del Tronto da paese di mare a città, oggi sembrano scomparsi dalla circolazione. Non è così, alcuni di loro te li ritrovi ancora impegnati e con tante cose da dire. Basta cercarli e farci una chiacchierata, contribuendo a ricostruire la storia recente della nostra citta.
E’ il caso di Umberto Poliandri. L’ormai 78enne uomo politico degli anni 80/90 ha conservato intatto lo sguardo dritto e penetrante dei tempi migliori. Nasce a San Benedetto il 18 luglio del 1932. Ancora oggi, nonostante sia pensionato da tempo, svolge l’attività di operatore turistico. Eletto Consigliere Comunale per la prima volta nel 1978 è stato sempre rieletto per tre consigliature consecutive. Oltre a ricoprire incarichi direttivi ed amministrativi a livello regionale, provinciale e locale, è stato assessore comunale per 14 anni con deleghe al Turismo, Sport, Personale, Programmazione Economica e Pesca. E la lista continua: presidente del Circolo Nautico, presidente della Start dal 2003 al 2004, consigliere di amministrazione dell’ex Azienda di Soggiorno, vice presidente ed addetto stampa della Samb ai tempi di Valeri, Ciabattoni e Bollettini.
Repubblicano da sempre, ha partecipato a diverse amministrazioni di centro sinistra con i sindaci Speca, Cameli, Ripani e Cappella.
Con quale di loro pensa di aver legato maggiormente?
«Senza fare torto agli altri penso che fra il sottoscritto e l’allora sindaco Bernardo Speca ci sia stato un rapporto basato innanzitutto sull’amicizia. Bastavano poche parole e a volte una sola occhiata per avere il quadro della situazione. Ci recavamo in Comune sempre alle 8,30 in punto. Verso le ore 13 si riceveva il pubblico per ascoltare le loro istanze e i vari amministratori per fare il punto della situazione. Poi, se il tempo lo permetteva, si andava al porto dove c’era una barchetta sempre pronta per noi, si andava a pesca e al ritorno ci poteva scappare un succulento piatto di spaghetti alla marinara»
Assessore al Turismo ma anche consigliere di amministrazione dell’Azienda di Soggiorno. Come conciliava le due cose?
«Con la voglia di fare. Erano anni dove il turismo iniziava pian piano ad affiancarsi alla pesca come risorsa economica della città. Erano anni pioneristici. Come quando, insieme al direttore dell’Azienda di Soggiorno Ivano Pennesi ci recavamo ai confini con l’Austria e con la Svizzera e lì piantavamo qualcosa che rassomigliava ad uno stand con le poche cose che potessero rappresentare al massimo l’accoglienza e la bellezza della nostra Riviera».
Presidente della Start fino a poco tempo fa. Ma cosa ne pensa della metropolitana di superficie?
«Sempre se alla fine sarà realizzata è indubbio che darà un grosso vantaggio alla città ed ai paesi limitrofi magari limitando il traffico su ruote a tutto vantaggio dell’ecologia, in modo di avvicinarci a realtà che l’hanno già con indubbi vantaggi anche sulla praticità di spostamento».
Una volta ai consigli comunali c’erano sempre tanti cittadini, oggi sono praticamente deserti
«Questo perché nel cittadino, e mi riferisco principalmente ai giovani, c’è una disaffezione sempre maggiore verso la politica. Anche perché quelli miei erano gli anni ruggenti dove la politica la si viveva nelle famiglie, nei bar, nelle piazze. Oggi magari si preferisce parlare di calcio»
Cosa ne pensa dell’attuale sindaco Giovanni Gaspari?
«E’ una brava persona con un istinto naturale a voler fare le cose per bene. Purtroppo, anche se noi Repubblicani Europei lo appoggiamo, mi sembra alquanto isolato, chiuso com’è in una torre d’avorio che esige grande responsabilità. Più che contestato penso vada aiutato»
Tra i suoi mille impegni anche quello di vicepresidente della Samb. Un aneddoto?
«Senz’altro quello quando, all’Hilton di Milano, riuscii a piazzare in un sol colpo Basilico al Genova e Ripa al Foggia. Furono due colpi che apportarono non poco ossigeno alle casse sempre un po’ a corto di fiato della società»
Si fa tanto parlare di Sentina e di un suo possibile sviluppo. Che ne pensa?

«La Sentina è stata sempre un affare difficile da gestire per il fatto che a decidere sono due Comuni non sempre con le stesse vedute anche per il fatto di avere amministrazioni di schieramenti opposti come Ascoli e San Benedetto. Da sempre si sono avanzate ipotesi e suggerimenti. Una delle più singolari che mi ricordo è quando Orlando Orfei, trovandosi in città con il suo circo, ci venne a proporre di farne una specie di Disneyland»
Da Repubblicano convinto, quale è il suo rapporto con la religione?
«Sono da sempre cattolico praticante e convinto. Penso che le due istituzioni, quella civile e quella religiosa, possano convivere nel giusto rispetto delle proprie funzioni senza invadere il campo dell’altro»

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