ASCOLI PICENO – Anche la Carisap in stato di agitazione. I due segretari generali provinciali della Cisl e della Cgil, Antonio Angelini e Giancarlo Collina. I due lanciano un grido di allarme sul futuro della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno (oggi, venerdì 2 ottobre, il personale è entrato in uno stato di agitazione).
«Le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi dalle organizzazioni sindacali interne alla Carisap, a proposito di un forte ridimensionamento della Banca a causa della riorganizzazione-ristrutturazione voluta dalla Capogruppo Intesa San Paolo, incominciano a diventare, purtroppo, triste realtà» scrivono i due sindacalisti, che poi spiegano meglio: «Giungono notizie da Spoleto relative al trasferimento nella cittadina umbra di alcuni servizi e del personale che vi opera, oltre al già annunciato ridimensionamento della Direzione Generale».

Angelini e Collina denunciano quanto sta avvenendo e giudicano «preoccupante il comportamento e la debolezza del Presidente e dell’intero Consiglio di Amministrazione della Carisap. Invitiamo quindi le forze politiche e le istituzioni locali ad intervenire celermente affinché si interrompano le azioni intraprese, onde evitare le gravi ripercussioni che si avranno dui dipendenti, sull’occupazione e sull’economia dell’intero territorio».

«Non può infatti – proseguono i segretari – essere ignorata la gravità della situazione che mina il mantenimento di importanti servizi e funzioni dell’Istituto, con la conseguente perdita di opportunità e di nuova occupazione».

«Quanto sta avvenendo – proseguono Angelini e Collina – richiede una immediata inversione di tendenza, anche perché si tratta di una ulteriore perdita per il territorio piceno che va ad aggiungersi al lungo elenco dei disimpegni politici ed imprenditoriali, con ripercussioni gravi sulle potenzialità occupazionali che la Banca potrebbe esprimere, visti gli eccellenti profitti che la stessa ha da sempre conseguito, e che ammontano per il 2008 a circa 18 milioni di euro».

Aggiungono ancora: «Al momento, ciò che stupisce è la totale indifferenza del mondo economico ed istituzionale, vista oltretutto la vitale importanza che tutti attribuiscono al sistema creditizio per affrontare la crisi, ed è paradossale accettare passivamente che i vertici ascolani dell’istituto perdano progressivamente ogni potere di controllo e gestionale dello stesso, facendosi relegare in una posizione di sudditanza nei confronti della Holding e della Capogruppo».

Cisl e Cgil chiedono con forza «un intervento, politico ed istituzionale, adeguato alla rilevanza della posta in gioco, viste le ricadute che si avrebbero sull’occupazione e sul sostegno all’economia locale, con perdita di competenze e professionalità e con un disimpegno rispetto ad un indotto locale formato da fornitori ed aziende di servizio».

«Non possiamo permetterci – concludono i segretari – l’ennesima sconfitta del territorio, occorre che, a partire dai vertici locali di Carisap, tutti coloro che hanno interesse alla ripresa ed allo sviluppo, debbano assumersi l’onere e la responsabilità di evitare una ulteriore emarginazione di questa provincia».

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