Da Riviera Oggi numero 793

CUPRA MARITTIMA – Il Comune di Cupra sembrerebbe attraversare una fase di difficoltà. La nuova giunta dice di stare lavorando a soluzioni idonee con mezzi appropriati che consistono principalmente in un’attenzione particolare alle spese. Abbiamo voluto sentire però chi ha amministrato fino a ieri, e soprattutto negli ultimi 25 anni, per capire come e perchè si è arrivati a questo punto. Ecco una chiacchierata quindi con l’ex sindaco Giuseppe Torquati.

La nuova amministrazione dice di aver ereditato un Comune in difficoltà. Cosa risponde?

«Innanzitutto che avevamo approvato il conto consuntivo con il visto del Collegio dei Revisori dei Conti e ciò dimostra la regolarità contabile dell’ente e l’assoluta certezza della inesistenza di debiti fuori bilancio. Tempo fa inoltre ho avuto un incontro con l’attuale sindaco Domenico D’Annibali e alcuni membri della giunta ai quali ho spiegato che le difficoltà finanziare degli enti locali, e quindi non solo di Cupra, sono una realtà con la quale abbiamo convissuto da oltre un decennio. I Comuni hanno dovuto fare i cosiddetti “salti mortali” per cercare di mantenere i servizi ai cittadini, bilanciando i costi con la qualità degli stessi, e allo stesso tempo gravare il meno possibile sui contribuenti».

Perchè avete stipulato lo Swap nel 2001?

«In quel periodo molti Comuni lo facevano: era un modo per avere liquidità immediate, liquidità con le quali abbiamo realizzato diverse opere pubbliche. I tassi di interesse inizialmente erano bassi e sembrava un contratto vantaggioso. Quando ci siamo accorti che non sarebbe stato così per sempre, abbiamo contattato un legale esperto in materia per estinguere questo contratto. Dico quindi alla nuova giunta di proseguire su questa strada perchè una via d’uscita c’è».

E per quello che riguarda il debito con la PicenAmbiente?

«Il debito è stato accumulato dal forte aumento praticato dai titolari degli impianti di smaltimento. Perciò, anno dopo anno, nel bilancio del Comune si prevedeva una quota destinata ad abbassare questo debito e cercare di arrivare al pareggio. Ci tengo a sottolineare che si tratta di una situazione che avevamo sotto controllo: esistevano accordi in base ai quali la somma non sarebbe potuta salire oltre ad un certo limite».

Avendo amministrato per oltre 20 anni, ci può dire se la situazione è sempre stata questa?

«In passato fare il sindaco era poco impegnativo e non c’erano difficoltà economiche. Il bilancio Comunale infatti peril 90% costituito da finanze trasferite ai Comuni dal Governo centrale. Il compito degli amministratori era quello di ben impiegare tali somme. Se poi qualche Comune andava oltre le proprie possibilità, a fine anno lo Stato colmava i debiti».

C’è stato un momento in cui le cose sono cambiate?

«Quando si è iniziato a parlare di autonomia degli Enti locali: lo Stato ha diminuito i traferimenti invitando i Comuni ad amministrare attarverso gli introiti dei tributi locali quali Tarsu e Ici. La difficoltà deriva dal fatto che i Comuni non possono gravare più tanto sulle tasche dei cittadini. Il nocciolo della questione è proprio qui. A mio avviso lo Stato dovrebbe togliere gli enti locali inutili e dispendiosi, diminuire la pressione fiscale sui cittadini e far sì che i Comuni possano rendersi finalmente autonomi».

Gli attuali problemi di liquidità sono però però sicuramente legati al comportamento della Gestor Spa.

«Sì, ma era stato previsto un piano di rientro che è stato rispettato e che si concluderà ad ottobre con il versamento dell’ultima rata da parte della Tributi Italia, subentrata alla vecchia società. Voglio ricordare che appena furono riscontrati i primi problemi con la Gestor l’amministrazione decise di far pervenire gli introiti direttamente nel conto corrente del Comune e sospeso il pagamento dell’agio nei confronti della società in questione».

La situazione economica finanziaria è preoccupante?

«No, lo dimostra il fatto che l’ex vicesindaco e alcuni ex assessori si erano riproposti a governare Cupra: se lo stato delle cose fosse stato estremamente disastroso ciò non avrebbe avuto senso. Per amministrare bene basta tenere sotto controllo la previsione delle entrate e spendere nei vari capitoli solo dopo che le entrate si siano affettivamente verificate».

Cosa dice quindi al nuovo sindaco e agli amministratori?

«Faccio i miei auguri di buon lavoro invitandoli ad essere più ottimisti perchè la carenza di liquidità coinvolge molti enti e il Governo centrale dovrà prima o poi prenderne atto. Nel frattempo possono prendere esempio da chi si ingegna in modo diverso. Il Comune di Grottammare ad esempio ha in mente di chiedere 2 milioni di euro di anticipazione alla Tesoreria, mentre il Comune di Ascoli si rivolgerà agli sponsor per poter garantire i servizi sociali. Io rimango comunque a disposizione della nuova amministrazione per qualsiasi chiarimento».

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