SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb delle punte Cacciatore, Menichini, Basilico e Gentili, dei tornanti Zazzetta e Bianchi, del trequartista di lusso Giandomenico, non segna da 180 minuti. Un controsenso, sulla carta. Eppure non manca gara dove, almeno, siano stati impiegati due attaccanti puri e anche Giandomenico, spostato a volte sulla fascia, a volte fantasista puro.

Bocche di fuoco che però producono solo un topolino: un gol di Basilico contro il Piano San Lazzaro all’esordio casalingo, uno di Cacciatore contro il Real Metauro. Qualcosa, evidentemente, non va.

Avevamo suggerito di cambiare qualcosa, soprattutto in considerazione delle caratteristiche del centrocampo rossoblu, che si poggia su D’Aniello, sicuramente un uomo di classe, che però ricalca molto, pur una quindicina di metri più dietro, Giandomenico. Tutti e due amano lanciare, giocare la palla, allargare il gioco. Manca, appunto, un Palladini, l’uomo che si mette davanti alla difesa a recuperare palloni che poi il D’Aniello di turno (o anche Giandomenico) deve cercare di trasformare in azioni vincenti.

Domenica prossima, nella gara contro la Fortitudo Fabriano, proprio Giandomenico, infortunato, non sarà disponibile. Palladini potrebbe scegliere di schierare da subito il tridente d’attaccanti, oppure passare ad un classico 4-4-2 rispetto all’ultimo 4-2-1-3. Non è detto che le cose cambino, ma vista la pessima partenza non crediamo che sia il caso di insistere ancora su una squadra sbilanciata e apparsa piuttosto lenta in molti suoi uomini.

Intanto la Samb si deve dare come primo obiettivo quello di ridurre il distacco dalla Fermana capolista, ora a 10 punti, ad almeno 7 punti in vista dello scontro diretto del 29 novembre al Riviera delle Palme. E’ triste pensarci, ma se il distacco dovesse invece aumentare si rischierebbe già di non sognare più.

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