L’artista albanese vive da anni a Castorano e ha realizzato molte opere nel territorio piceno: l’altare e l’ambone della chiesa SS. Annunziata, a Porto d’Ascoli e il monumento al Molo Sud del porto sambenedettese.
Attualmente Tavanxhiu è impegnato nella realizzazione di un’opera dal grande valore artistico e spirituale, un lavoro commissionato per sostituire l’attuale Madonna in gesso dipinto della chiesa di Castelluccio di Norcia.

L’artista sta lavorando un blocco di legno di grandi dimensioni, composto di tavole di legno di noce europea incollate, rispettando lo stesso schema compositivo della Madonna preesistente, cioè con le braccia scomponibili.

L’opera rappresenta la Madonna nel momento della sua ascesa al cielo con i piedi appoggiati alle nuvole sostenute da angeli di cui si intravedono le teste.

Il tutto secondo la tradizione iconografica europea che ha prodotto nel corso dei secoli capolavori di bellezza unica, si pensi all’ Assunta di Tiziano a Venezia nella Basilica Santa Maria dei Frari. La scelta del legno, l’impostazione della figura, il movimento ritmico del panneggio e l’espressione sorridente del volto richiamano da vicino lo stile del ‘400 delle cosiddette Belle Madonne che ebbe molta diffusione in Europa e nell’Italia settentrionale, attraverso l’opera dell’artista boemo Parler. Il corpo della Madonna richiama la forma dello stelo di un fiore che sboccia verso il cielo alla ricerca della luce. Lo slancio e l’eleganza del busto, la sinuosità delle pieghe del panneggio evocano la forma della calla. Le sottili pieghe della veste sul ventre della figura richiamano la forma della Stella cometa simbolo della natività, quelle articolate del drappeggio sul piede destro e le nuvole a forma di lune rimandano alla simbologia astrologica pagana, tipica della terra di origine dell’autore in cui il culto cristiano della Madonna gradualmente sostituisce l’adorazione delle divinità pagane.
Nello sviluppo verticale a forma di spirale del corpo della Madonna verso il cielo e soprattutto nella strutturazione armonica delle pieghe del panneggio, l’artista evidenzia la sua grande ammirazione e devozione per l’opera di El Greco, pittore eclettico che nella sua produzione artistica di carattere religioso aveva fuso in una sintesi originale l’arte bizantina della sua terra con quella rinascimentale e manierista.

Anche se la scultura non è stata ancora terminata, è già evidente l’originalità del linguaggio artistico di G.Tavanxhiu, cioè la sua capacità di rivisitare in chiave moderna il Bello Stile consolidato nella tradizione mariana, innestando attraverso la sua abilità tecnica elementi naturali (il fiore che sboccia), simbolici e ancestrali (la luna, la stella cometa e l’infinito) tipici della sua terra di origine.

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