SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non possiamo accettare che il nostro Ospedale venga lasciato in queste condizioni». Il Popolo della Libertà locale insorge e lancia attacchi agli esponenti della Regione Marche e dell’amministrazione comunale rivierasca. Accuse legate in special modo alle condizioni di attrezzature e personale di vari reparti del “Madonna del Soccorso”, definite “precarie”.
«Denunciamo questo stato di cose da tempo», ha spiegato il consigliere regionale Vittorio Santori, aggiungendo inoltre che nella recente Conferenza dei Sindaci «anziché discutere dei motivi che hanno indotto il direttore Petrone ed il primario Perri alle dimissioni, l’assessore regionale Mezzolani già pensava alle imminenti sostituzioni».

Santori ha poi elencato le infinite disfunzioni a suo avviso legate alla struttura sambenedettese. Assenza di medici e paramedici, necessari ad evitare agli utenti a volte lunghe attese; mancata messa a norma dell’impianto di condizionamento nei reparti di Cardiologia e Geriatria; ritardo nell’istituzione della Potes di Montefiore dell’Aso, un punto d’emergenza che permetta di “coprire” la zona collinare come previsto nel Piano Regionale; insufficienza di neurologi atti a praticare la trombolisi post-infartuale e soprattutto l’esigenza (finora inascoltata) di mettere in piedi un reparto di urologia che non può più essere distribuito in area vasta.

«Ci è capitato di leggere che sono pronti i fondi della Fondazione Carisap per operare in questo senso. Li ringraziamo immensamente, ma ci domandiamo dove siano i politici regionali. Petrone è stato onesto e se n’è andato pur di non prendere in giro i cittadini. Mezzolani invece afferma che è tutto a posto. Come può dirlo? Si sarebbe dovuto dimettere lui piuttosto».

Bordate alle quali si sono aggiunte le severe analisi di Benito Rossi, preoccupato nel ricordare che «i reparti di pediatria ed ostetricia non hanno i rispettivi primari e che quello di San Benedetto è l’avamposto più scoperto in caso di emergenze».

Giorgio De Vecchis infine non ha esitato nel punzecchiare l’amministrazione comunale: «Comprendo gli imbarazzi della sinistra, pervasa sul tema da molteplici conflitti d’interesse, ma non possono essere gli abitanti a pagare tutto ciò. Abbiamo sollecitato più volte la maggioranza a discutere di questo problema».

«Vorrei infine ricordare – ha concluso – che pure i residenti del sud delle Marche pagano le tasse. Lo stesso sud che la Regione si rifiuta di assistere».

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