SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel giorno in cui il sindaco Giovanni Gaspari replica alle precisazioni della Ciip chiedendo le dimissioni dei vertici aziendali, apprendiamo che l’impianto di sollevamento di via Asiago è di nuovo chiuso e che, in caso di forti precipitazioni, occorrerà attivarlo di nuovo senza il collaudo di rito, come avvenuto lunedì scorso.
Ma andiamo con ordine. Dopo che l’ente gestore del servizio idrico nel Piceno, la Ciip appunto, ha difeso il suo operato nella questione dei ritardi per la messa in opera dell’impianto di via Asiago (pronto da mesi ma rimasto inattivo per via dei lunghi tempi necessari al suo collaudo), il sindaco Giovanni Gaspari risponde con rabbia e chiede le dimissioni del presidente Paolo Nigrotti e del direttore generale Enrico Calcinaro.
«La Ciip ha una struttura elefantiaca, è un pachiderma sproporzionato che, quando viene legittimamente criticato da un Comune socio, reagisce come se la critica significasse ledere la sua maestà». E ancora: «Nigrotti e Calcinaro li reputo inadeguati al loro posto, si dimettano. Sono stati nominati per risolvere i problemi della collettività picena, non per creare polemiche contro un Comune che è il secondo socio della Ciip nella sua composizione azionaria». Precisiamo che il presidente Nigrotti, essendo la Ciip una società per azioni a capitale interamente pubblico, è stato nominato dalla politica, è al suo secondo mandato ed è in quota Alleanza Nazionale.
VIA ASIAGO L’impianto di sollevamento, con una vasca sotterranea capace di contenere grandi quantità di acqua piovana e dotata di pompe per condurla nel vicino torrente delle Fornaci, oggi sabato è di nuovo inattivo. Questo contraddice quanto assicurato a rivieraoggi.it dall’ingegnere della Ciip Enrico Calcinaro, per il quale nell’attesa del collaudo definitivo l’impianto avrebbe potuto continuare a funzionare. Così non è, dicono gli ingegneri comunali Nicola Antolini e Mario Laureati. In sostanza, stando a quanto riferiscono questi ultimi, la ditta costruttrice dell’impianto lo ha fermato dopo la provvisoria attivazione di lunedì scorso perché vuole attendere il collaudo ufficiale, che non avverrà prima del 9 ottobre, giorno in cui il tecnico esterno incaricato dalla Ciip, ingegner Del Papa, farà il suo sopralluogo sul posto.
E se nel frattempo si verifica un rovescio temporalesco di portata consistente? La zona di viale De Gasperi si allagherà di nuovo? Antolini risponde: «In caso di forti piogge, richiameremo chi ha costruito l’impianto e lo rimetteremo in funzione, come fatto lunedì scorso».

Insomma, fino al 9 ottobre si spera che non piova. Intanto il rimpallo di responsabilità fra enti va avanti. In sintesi le cose stanno così: l’Autorità d’ambito idrico Ato 5 ha finanziato l’impianto di via Asiago, la Ciip ha indetto la gara d’appalto e ha affidato i lavori, aggiudicati alla Tra.mo.ter di Isernia sotto la supervisione dei tecnici comunali. L’impianto è pronto da mesi, ma fermo perché non collaudato. Per svolgere il collaudo c’è stata un’altra procedura per affidarne l’incarico a un tecnico terzo, esterno a Ciip e Comune. L’Ato e la Ciip hanno affidato l’incarico, il collaudo non è stato ancora espletato, il Comune seppur responsabile dei lavori non può farci nulla. Tranne che attivare l’impianto in caso di emergenza fra mille batticuore. Intanto il cittadino che vede allagati scantinati e strade può solo sperare che non piova, oltre che augurarsi che il collaudo si concluda celermente.
VIA MONTECONERO Gaspari e i tecnici comunali hanno dato lumi anche sulla questione della strada nel quartiere Ragnola, in attesa da anni di un intervento sulle condotte fognarie e di acque bianche. Le modifiche ai progetti, dicono dal Comune, sono state richieste alla Ciip per rendere più lineare il tracciato delle condotte nuove ed evitare l’esproprio e i tempi lunghi che sarebbero stati necessari per il loro passaggio secondo il vecchio progetto.

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