Da Riviera Oggi numero 792

CUPRA MARITTIMA – Appena insediato il sindaco Domenico D’Annibali insieme all’aministrazione aveva deciso di rendere partecipi i cittadini della vita del Comune senza nascondere le condizioni economiche e finanziarie dell’Ente.

Fra ciò che in particolare preoccupava la nuova giunta erano il contratto derivato Swap stipulato fino al 2024 e la riscossione dei tributui da parte della Gestor Spa.

Abbiamo voluto vederci meglio,chiedendo lumi all’assessore al bilancio Susanna Lucidi. Il Comune nel 2001 ha stipulato con la Banca Nazionale del Lavoro un contratto derivato Swap di circa 4 milioni e mezzo di euro. Su questa base la banca paga un tasso fisso, mentre il Comune paga un tasso variabile, l’Euribor.

Di conseguenza l’operazione si regola a debito o a credito per il Comune in base alla differenza tra questi due tassi. Nel caso del Comune di Cupra, l’Euribor viene calcolato ogni 6 mesi, in particolare al 30 giugno e al 31 dicembre.

Negli ultimi 2 anni il Comune di Cupra è risultato a debito e ha dovuto versare alla banca circa 70 mila euro. Solo nel giugno 2009 il Comune ha potuto vantare un credito nei confronti della banca dell’ammontare di 1.900 euro, poiché l’Euribor è molto basso (e probabilmente lo sarà anche a dicembre).

Il problema sta nel fatto che essendo l’Euribor un tasso variabile non è possibile prevedere quale sarà il suo andamento fino al 2024, data di scadenza del contratto: c’è un grosso margine di incertezza.

Verrebbe da chiedersi perchè i Comuni stipulano contratti derivati nonostante tutti i rischi a cui vanno incontro. Probabilmente perchè è uno dei pochi modi di avere delle disponibilità economiche immediate.

Infatti, inizialmente viene versata all’Ente una liquidità immediata, chiamata Up Front, e che per Cupra è stata di circa 60 mila euro. Inoltre, non trattandosi di contratti semplicissimi, il costo vero dell’operazione però non è determinabile da un operatore non qualificato.

L’attuale amministrazione ha chiesto alla Bnl se c’è un modo per estinguere il derivato, ma l’unico modo è quello di versare 160 mila euro alla banca. Trattandosi di una cifra troppo elevata da liquidare per il Comune, è stato deciso di non recedere dallo Swap.

Sembrerebbe che la soluzione di questi problemi sia all’attenzione del Governo, che ha istituito una commissione di inchiesta apposita e che ha contattato anche il Comune di Cupra per reperire informazioni. Si spera qiundi che questa commissione studi un modo per permettere ai Comuni di estinguere il derivato senza gravare troppo sui loro conti.

Le casse comunali cuprensi sofforno anche per altri problemi. Oltre al debito nei confronti della Picenmbiente di circa 550 mila euro, il Comune di Cupra sta acccusando il contraccolpo del caso Gestor.

La società di riscossione tributi doveva infatti versare nel 2008 al Comune di Cupra circa 300 mila euro. La Gestor però nel frattempo è fallita e ad essa è subentrata Tributi Italia. La somma in questione non è stata ancora totalmente restituita ma il Comune riceverà a settembre da Tributi Italia una rata da 67 mila euro, una parte parte dell’importo spettante.

In sostanza il Comune di Cupra si trova in una situazione di squilibrio e soprattutto con carenza di liquidità. Gli amministraotri si dicono fiduciosi poiché intenzionati ad intervenire per risolvere queste situazioni con i mezzi che hanno a disposizione ovvero tenendo sotto controllo le spese, intervenendo sulle entrate, facendo spese oculate e accurato impiego delle risorse.

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