SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sentire sempre l’altra campana. E se quella che rintocca tra San Benedetto e Grottammare si divide tra denunciatori, sedicenti allarmisti e rimbrotti di provincialismo, a Senigallia l’affaire cassa di colmata ottiene consensi bulgari.
Testimonianza è il sorriso che tutti i protagonisti dell’opera di escavo del porto di Senigallia mostrano nel dettagliato servizio di NerosuBiancoTv (clicca qui). Prova ne è che ai primi lavori di escavo, il 22 luglio, tutta la stampa senigalliese è stata invitata per vedere all’opera la draga Cobra, che intanto sollevava dal fondo limaccioso del porto sabbie, catene e quant’altro depositato in decenni (clicca qui).
Insomma: successo pieno per l’amministrazione senigalliese.
Più dimesso, invece, il tono di chi quel dono doveva riceverlo, il Comune di San Benedetto. Inviti alla stampa per accogliere soddisfatti il materiale che andava a riempire la cassa di colmata? Nisba. Dichiarazioni esaltanti perché questa occasione costituiva una opportunità straordinaria? Neanche, al tempo. Festicciole sulla spiaggia coi dirimpettai di Grottammare (stesso colore politico, eh). Macché. Solo un umile comunicato stampa, in ritardo sui tempi (il 1° settembre), in cui tra l’altro si scriveva che «la vasca di colmata a nord del porto di San Benedetto, realizzata dal Genio Civile Opere Marittime di Ancona, continua ad essere utilizzata per il deposito di materiale scavato in un tratto di mare antistante Senigallia». Non era infatti un tranquillo fondale marino, ma il meno corrusco porto canale senigalliese.
Andando a spulciare le informazioni che arrivano dal nord delle Marche (un centinaio di chilometri da qui, non l’altro mondo), ci si imbatte in dichiarazioni che lasciano intendere che, se la cassa di colmata è una «opportunità straordinaria», allora il Comune di San Benedetto è stato agile e furbetto nello scippare questa opportunità ad Ancona.
Nel quotidiano Viveresenigallia, il 13 febbraio 2008, Giulia Mancinelli scriveva, in riferimento ad una conferenza stampa dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Gianluca Carrabs: «Ha annunciato la realizzazione di una cassa di colmata al porto di Ancona in cui confluiranno i fanghi e le sabbie inquinate dei dragaggi dei porti di Fano, Senigallia e Ancona». E poi: «La cassa di colmata che andremo a realizzare ad Ancona entro due anni risolverà tutti i problemi dei porti marchigiani, tempi che per Senigallia si riducono a circa un anno – assicurava l’assessore Carrabs – finalmente la sabbia sedimentata non inquinata potrà essere riutilizzata per i ripascimenti della spiaggia mentre quella inquinata così come i fanghi saranno finalmente smaltiti. Si tratta di una soluzione definitiva e l’unica praticabile».
«La sinergia tra le varie istituzioni ci ha permesso di arrivare ad un risultato altrimenti insperato – aggiungeva il loquace Carrabs – tra l’altro stiamo ragionando sull’individuazione di un altro sito lungo la costa marchigiana per un’altra cassa di colmata che risolva il problema dei dragaggi di tutti i nostri porti» (San Benedetto?, ndr).
Interessante, come rintocco di campana. Per non togliervi del tutto l’interesse del video di NerosuBiancoTv, ma per anticiparvene qualche passaggio, ecco come i politici di Senigallia commentavano il dragaggio dell’efficiente Cobra: «Trentamila metri cubi di materiale al porto di San Benedetto per riempire la prevista cassa di colmata», «finanziata dal Comune di Senigallia con 950 mila euro della Regione Marche», «abbiamo anticipato i tempi grazie alla disponibilità data dal Comune di San Benedetto e la Capitaneria di Porto all’assessorato regionale dei Lavori Pubblici di dragare 30 mila metri cubi alla cassa di colmata. C’è stata una sinergia istituzionale incredibile». E infine: «Il futuro del porto è decisamente roseo, diventerà uno dei luoghi più belli della città». Insomma, l’«opportunità straordinaria» a Senigallia c’è stata. Anche a San Benedetto, secondo il sindaco Gaspari. Occorrerà, però, che venga spiegato bene perché, altrimenti, da appassionato interista qual è, più che a Milito dovrà pensare d’assomigliare a Riccardo Ferri, onesto e coriaceo difensore ma col vizietto degli autogol.

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