CASTEL DI LAMA – Una giornata all’insegna del sapore e della tradizione a Castel di Lama. Protagnista principale di sabato 26 settembre sarà il vino cotto. Portatrice di una storia millenaria, considerata fuorilegge fino alla fine degli anni Novanta e riabilitata solo nove anni fa, questa bevanda invernale sarà la protagonista indiscussa di una manifestazione organizzata dal circolo culturale La Contrada di Castel di Lama, in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Per il quinto anno consecutivo infatti, si rievocheranno i veri metodi rurali del passato, utili a realizzare il vino cotto della migliore qualità, con le tecniche più semplici, ma anche le più valide.
L’evento inizierà già dal mattino, con la vendemmia dei filari, curata da alcuni ragazzi della frazione locale di Chiarini e dai membri del Circolo La Contrada. Alle 13 ci sarà invece la fase della “pigiatura a piedi nudi” delle uve, che andrà avanti in un clima di festa per alcune ore, fino alle 18 del pomeriggio, quando il mosto prodotto, dopo la torchiatura, verrà immesso nella caldaia di rame, per il rito tradizionale della “Ncallarata”.
«Verranno cotti almeno quattro quintali di mosto – assicura Vincenzo Camela, assessore comunale e fondatore del circolo locale – fino al momento in cui il liquido realizzato non sarà pronto per essere travasato nelle botti, all’interno delle quali dovrà restare per l’invecchiamento, per almeno due o tre anni».
Intorno alle ore 20 ci sarà poi la cena tipica della vendemmia, che si terrà presso la sede del sodalizio di Chiarini, terminata la quale seguirà una degustazione del vino cotto prodotto nella scorsa stagione. Infine, a chiudere la festa d’autunno ci penserà il professore Leonardo Seghetti, che terrà una lezione sulle origini, sulla storia del prodotto e soprattutto sulle sue caratteristiche e proprietà.

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