ASCOLI PICENO – «Dentro la cornice “Piano Industriale” per ora c’è il vuoto; nel pomeriggio del 5 Ottobre nel nuovo incontro già fissato al Ministero dello Sviluppo Economico la Manuli scoprirà le carte; allora sapremo se e quale sarà il “Piano Industriale”. Oggi come oggi è possibile tutto, ed il contrario di tutto».

Questa in una nota la posizione della segreteria provinciale dell’Ugl (Unione generale del lavoro) dopo l’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, durante il quale i vertici dell’azienda si sono mostrati disponibili a presentare nel prossimo incontro, previsto sempre a Roma il 5 ottobre, un nuovo piano industriale alternativo alla chiusura dello stabilimento e alla conseguente messa in mobilità di 376 lavoratori.

«Ci attendiamo dalla Manuli, il 5 ottobre, un Piano Industriale che preveda il mantenimento strategico del sito produttivo ad Ascoli Piceno – ribadisce LlUgl – questa è la condizione irrinunciabile per fare un cammino condiviso».

Quella di Roma è stata una piccola vittoria, uno spiraglio dal quale intravedere una soluzione che possa mettere d’accordo tutte le parti. Ma di concreto ancora non c’è nulla. Di sicuro, fanno sapere i sindacati, non si accetteranno proposte che prevedano comunque il licenziamento di una congrua parte di dipendenti.

«Aspettiamo di verificare quale saranno i contenuti e quali gli effetti reali sull’occupazione del piano industriale che la Manuli dovrebbe presentare. – afferma Andrea Quaglietti del Sdl e Rsu Manuli – Nessun lavoratore dovrà rimanere sulla strada – dice – e noi vogliamo che l’azienda presenti un piano per il futuro utile a trovare le soluzioni per rilanciare l’attività produttiva della fabbrica ascolana.  Se così non fosse -conclude- noi non potremmo accettarlo».

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