SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Erano circa una trentina i lavoratori della sanità privata, quasi tutti infermieri, riuniti davanti alla clinica Stella Maris per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto il 31 dicembre del 2005.

Si tratta di adeguamenti salariali di circa 100 euro mensili che alcuni istituti di sanità privata che aderiscono all’associazione Aiop non hanno ancora retribuito ai loro dipendenti. Fra questi, oltre alla Stella Maris di San Benedetto c’è l’altra clinica privata della città, Villa Anna (qui sembra che sia stata avviata un minimo di trattativa), e quella ascolana di San Marco.

A tal proposito Francesco Neroni, sindacalista della Cgil, rileva: «Stiamo portando avanti una vertenza assurda se si pensa che la Regione Marche ha adeguato la retta da anni ma fino ad ora ci è stato impossibile arrivare ad un accordo. E intanto queste strutture fanno cassa con i soldi dei dipendenti. Ricordiamo che altri settori quali la Sanità pubblica, le Autonomie Locali e l’Igiene Ambientale hanno da tempo risolto le vertenze».

Gli stessi dimostranti hanno tenuto a sottolineare che il loro non era uno sciopero, tanto che, in caso di bisogno, durante la manifestazione erano pronti a rientrare, ma una sensibilizzazione verso una situazione che si sta facendo sempre più pesante.

Fino ad ora l’unica clinica privata di tutta la Regione ad essersi adeguata con un accordo è Villa Serena di Jesi. I dipendenti ancora in attesa del rinnovo sono circa una settantina per la Stella Maris.  La protesta si è svolta molto civilmente con dichiarazioni polemiche contro la Aiop (Associazione Privata Ospitalità Privata).

Tra i presenti Luigina Pompei del Reparto di Ginecologia che ha dichiarato senza mezzi termini: «E’ una vergogna. Stiamo aspettando da quattro anni un rinnovo di cento euro mensili che sono già a disposizione ma che le cliniche trattengono nel loro cassetto».

Mentre Marco Vallorani, infermiere e responsabile della sicurezza afferma: «Oggi siamo qui a protestare solo per il contratto ma i problemi non sono solo quelli. Comunque speriamo che alla fine si arrivi ad un mini accordo, tanto per iniziare, come quello di Villa Anna».

Ad esprimere l’insoddisfazione scritta vari striscioni tra cui quello della Cgil, sezione Funzione Pubblica di Ascoli Piceno ed altri che recitavano: «Casa di cura: fare cassa sulla pelle dei lavoratori» ed un altro che, riferendosi al Ccnl (Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori) ironizzava: «Gestazione lunga, parto difficile».

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