SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era un incontro già in programma da una settimana, ma le forti piogge e gli immancabili allagamenti di lunedì lo hanno reso di strettissima attualità. Martedì mattina, dunque, il sindaco Giovanni Gaspari e l’assessore ai Lavori pubblici Leo Sestri hanno illustrato al comandante della Capitaneria di Porto Daniele Di Guardo lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo sistema di smaltimento delle acque piovane necessario e atteso per evitare il ripetersi degli allagamenti nel centro di San Benedetto.
Elogiando lo spirito di collaborazione dell’autorità marittima («Di Guardo ha affermato che si impegnerà a velocizzare l’iter per i lavori»), coinvolta in quanto le condotte di scarico condurranno le acque nel bacino del porto, Gaspari e Sestri hanno poi parlato di un dato molto atteso dai residenti, la tempistica dei lavori.

La loro conclusione, secondo il Comune, è prevista per la fine del 2010. Questo l’iter: a fine settembre la predisposizione del progetto preliminare, entro fine ottobre la Conferenza dei Servizi fra i vari enti interessati (Comune, Capitaneria, Ferrovie dello Stato, Genio Civile Opere Marittime, Italgas), poi nei primi mesi del 2010 la gara d’appalto per una spesa che si aggira sul milione di euro, dieci mesi circa per la loro realizzazione.
I DETTAGLI DEL PROGETTO Sotto piazza San Giovanni Battista, coinvolta dagli allagamenti anche perché situata più in basso della parte urbana a est della ferrovia, sarà realizzata una nuova condotta di smaltimento delle acque bianche che servirà a smaltire l’acqua piovana della zona centrale della città e delle aree intorno a via Roma e via Calatafimi.
La nuova condotta, senza bisogno di pompe ad alta pressione ma con un sistema idraulico “a caduta” che sfrutta i dislivelli, convoglierà le acque piovane verso il porto, riducendo gli afflussi alla fognatura che attualmente presenta problemi di smaltimento, visto che raccoglie sia le acque nere sia quelle bianche.
Giunta al porto, nei pressi dello scalo d’alaggio, l’acqua si decanterà in una vasca sotterranea, dove subirà un prefiltraggio necessario prima di finire nel bacino portuale.
Nello studio di fattibilità è stata considerata tutta la zona tra il torrente Albula e il confine nord del Comune. Un bacino di 150 ettari circa diviso in tre aree diverse in base all’andamento delle fognature esistenti, con l’area dell’intervento previsto che è la parte più centrale, di 35-40 ettari. È la parte della città che non ha fossi ed è oltretutto penalizzata dalla presenza del porto e della ferrovia che fungono da “tappi”. A questo si aggiunge l’afflusso di acqua piovana dalle colline. Va peraltro ricordato che alcuni degli allagamenti che si verificano in occasione delle piogge dipendono dalla mancata realizzazione delle fognature da parte dei costruttori che hanno edificato negli anni.

Lo studio è stato realizzato dal dirigente del settore “Progettazione opere pubbliche”, architetto Farnush Davarpanah e dall’ingegnere comunale Nicola Antolini. Il docente di ingegneria idraulica alla Politecnica di Ancona Alessandro Mancinelli, consulente della Ciip (società che gestisce il ciclo idrico integrato), ha fornito ai tecnici comunali i dati sulle precipitazioni in base ai quali è stato redatto lo studio di fattibilità. La competenza su tutti i “sottosistemi” della città è dell’Autorità d’ambito idrico 5 Marche Sud, che in questo caso ha delegato la Ciip, che a sua volta ha incaricato il Comune della progettazione dell’intervento. La cifra attualmente disponibile (stanziata dalla Ciip) è di 800 mila euro. Ne serviranno altri 200 mila, presumibilmente stanziati dal Comune, per collegare la nuova condotta ad altre zone della città. E poi, fra circa un anno, forse si potrà dire addio ai cronici allagamenti della zona Marina.

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