SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cassa di colmata, parla l’Arpam. Con la newsletter Arpam Informa del 18 settembre scorso, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente delle Marche ha comunicato la propria opinione circa la discussa (da alcuni cittadini sambenedettesi) soluzione data alla sabbia escavata dal porto canale di Senigallia, e trasportata fino al molo nord di San Benedetto, «come da accordi presi nel corso di una riunione svolta nelle scorse settimane presso la Regione Marche, cui avevano partecipato rappresentanti di Regione, Comune di Senigallia, Comune di San Benedetto, Arpam, Genio Civile, Capitaneria di Senigallia» (e perché non il Comune di Grottammare, ad esempio, che confina appena cento metri dalla localizzazione della cassa di colmata?).
«Durante quella riunione – si legge nell’articolo a pagina 3 – sono state evidenziate tutte le possibili criticità, e predisposti tutti i provvedimenti (400 mila euro in più per la sicurezza) per evitare problemi relativi all’inquinamento ambientale. L’Arpam, in particolare, ha analizzato con propri uomini e mezzi le sabbie prelevate a Senigallia, dichiarandole materiale compatibile al conferimento nella cassa di colmata, e non rifiuto speciale».
«Già nel 2008 – continua l’articolo – quando fu effettuato l’ultimo escavo all’imboccatura del porto di San Benedetto, si è iniziato a riempire la cassa di colmata con il materiale non adatto al ripascimento. E il materiale nonj era compatibile proprio perché ricco di “limo”, cioè materiale non sabbioso ma argilloso. La cassa di colmata è stata impermeabilizzata con tre teli di materiali speciali. La superficie della cassa, quando sarà piena di materiali sabbiosi, verrà coperta con del materiale di cava e poi solidificata».
«Questo, secondo i progetti del Genio Civile, corrisponde all’inizio della costruzione della banchina del terzo braccio del porto di San Benedetto. Sul lato esterno della cassa di colmata, quello verso il mare aperto, verrà innalzata una protezione con scogli naturali, che proteggerà la vasca stessa dalle mareggiate – afferma l’Arpam – Si realizzerà dunque una banchina dalle dimensioni quasi triplicate e uno spazio notevole da utilizzare per gli scopi più diversi».
Poi si da riferimento alle polemiche che hanno riscaldato San Benedetto nelle ultime settimane: «Un comitato di cittadini di San Benedetto ha sollevato dubbi e perplessità sulla qualità della sabbia versata nella cassa di colmata e sui pericoli per l’ambiente e per la salute che ne potrebbero derivare, fino a commissionare a un laboratorio privato analisi su campioni di sabbia nella cassa. L’Arpam, su richiesta della Capitaneria di Porto di San Benedetto, ha emesso il comunicato che riportiamo su arpam.marche.it» che sottolineava come le analisi eseguite consentivano di considerare idoneo il materiale destinato alla vasca di colmata, in base al DLgs 152/06.
«Si evidenzia – conclude l’Arpam – che le concentrazioni rilevate dal Laboratorio Bucciarelli per i sopra indicati metalli risultano sempre inferiori ai limiti fissati dal DLgs 152/06. In merito ai parametri microbiologici – è l’ultima constatazione, oggetto anche questa di polemica – si precisa che la vigente normativa regionale non prevede limiti per tali parametri e la valutazione microbiologica e ecotossicologica viene eseguita solo nel caso che le sabbie vengano utilizzate per ripascimenti e non nel caso di conferimento in cassa di colmata»

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