CUPRA MARITTIMA – «Quando si porta avanti un progetto assumendosene le responsabilità, ma poi lo stesso progetto viene bocciato dai cittadini, non resta che trarne le dovute conseguenze e farsi da parte uscendo a testa alta». Così Maurizio Virgulti, coordinatore della sezione cuprense del partito “I Socialisti” annuncia ufficialmente le sue dimissioni.

«Io – spiega Virgulti – non pretendo poltrone o cariche. Mi piace cercare di risolvere le problematiche che sento di più, che ritengo prioritarie e delle quali ho una certa conoscenza. Se avrò la possibilità di fare qualcosa di concreto, magari in un rinato Psi, bene, in caso contrario continuerò a dire la mia in qualità di semplice cittadino».

Sembra si tratti di una scelta maturata da tempo. Dice infatti l’ex coordinatore: «Alle ultime elezioni amministrative, si è raggiunto un degrado generale nel modo di fare politica che fa allontanare sempre di più il cittadino dai partiti».

Alle scorse elezioni amministrative infatti Virgulti era candidato con la lista “Insieme per Cupra” che rappresentava la continuità con la giunta Torquati, guidata da Aurelio Ricci. Afferma a proposito di quell’esperienza: «Noi socialisti avevamo sempre detto che c’era malcontento tra i cittadini ed occorreva una discontinuità negli uomini e nei programmi. Per questo quasi tutti i componenti della lista erano nuovi e nel programma erano state inserite tante novità. Purtroppo questo non è bastato, non è stato capito a fondo e l’elettorato ha preferito un’altra coalizione».

Per quanto riguarda il comportamento de “I Socialisti” alle prossime elezioni regionali, secondo Virgulti «appoggeranno la coalizione di centro sinistra sperando che possa presentarsi più unita possibile e su basi nuove e non succeda come alle Provinciali. Ma su certi punti saranno inflessibili, come ad esempio il ripristino dei fondi per il servizio civile volontario».

«In casa socialista inoltre – ricorda l’ex coordinatore – ci sarà una convention nazionale a Roma il 10 ottobre, come primo tentativo di ricostituire il Psi. Per ora non vedo una linea chiara ed identitaria del “Partito Socialista”: non sono convinto dell’adesione al cartello “Sinistra e Libertà” dove a mio avviso non ci sono forze che rappresentino una sinistra moderna, liberale e riformista».

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