ASCOLI PICENO – La buona notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di lunedì, a margine dell’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico dove erano presenti il dottor Castano in rappresentanza del Ministero, l’assessore regionale Badiali, il presidente della Provincia di Ascoli Celani e il sindaco Castelli, e i rappresentanti dei sindacati e dei lavoratori: lo spiraglio per una trattativa c’è.

L’azienda, rappresentata dall’amministratore delegato Marchisio e dal responsabile del personale Grandi, si è detta disponibile a presentare, nell’incontro in programma sempre presso il ministero lunedì 5 ottobre, un piano industriale alternativo ai 376 licenziamenti. Probabilmente le istituzioni dovranno fare la loro parte, dando garanzie all’azienda, ma la sensazione è che ora ci siano dei margini di speranza per poter mantenere attivo il sito produttivo di Ascoli.

Ancora presto per capire se le proposte dell’azienda saranno ritenute accettabili dai lavoratori, dai sindacati e dalle istituzioni, ma di sicuro ci sarà una base seria su cui discutere e procedere nella trattativa.

«E’ un’altra piccola vittoria per i lavoratori, per le lotte che hanno fatto in tutto questo periodo – afferma Andrea Quaglietti del Sdl e Rsu Manuli – L’azienda si è mostrata disponibile ad aprire una trattativa e ad elaborare un piano industriale alternativo alla chiusura della fabbrica ascolana, ma dobbiamo ancora vedere in concreto di cosa si tratta. Di sicuro continueremo la nostra lotta chiedendo la ripresa dell’attività produttiva».

«Aspettiamo di valutare bene le proposte che saranno presentate il 5 ottobre dall’azienda e speriamo che vadano in direzione del mantenimento dell’attività produttiva del sito ascolano – dice Floriano Canali, segretario dell’Uil Chimici – Ci potrebbe essere in concreto la possibilità del ritiro della mobilità a vantaggio di una cassa integrazione straordinaria, che non significherebbe licenziamento poiché il lavoratore rimarrebbe comunque legato all’azienda».

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