SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Se falliremo, vorrà dire che io e Claudio abbiamo sbagliato, e saremo pronti a farci da parte». Non è una minaccia sullo stile di qualche presidente passato, ma l’amara constatazione, quasi lacrime agli occhi, di Sergio Spina dopo la clamorosa sconfitta interna della Samb, stavolta ad opera della Cingolana.
La squadra ora è in ritiro, e mister Palladini deve inventarsi, più che allenatore, strizzacervelli. Si è scritto e riscritto: molti degli attuali giocatori titolari (e non solo) hanno giocato, nel recente campionato, in squadre di vertice di Seconda Divisione e Serie D: Ogliari e D’Aniello hanno vinto il campionato di Seconda con il Giulianova, Basilico quello di Serie D con Città di Castello, Cacciatore e Giandomenico erano nei quartieri alti della D con la Renato Curi, Giandomenico fu tra i protagonisti assoluti della promozione in C2 della Sangiustese due anni fa, assieme a Gentili, seconda punta che un anno fa giocava in Seconda Divisione. L’ultimo arrivato Menichini fatica tra i professionisti, ma tra i dilettanti è sempre andato in doppia cifra, con un record personale di 28 gol in D con l’Aprilia. Zazzetta ha avuto una brutta stagione l’anno scorso, per il resto ha sempre giocato tra C1 e C2.
Difesa: Mengo praticamente ha giocato per dieci anni tra Serie C2 e C1, titolare ovunque. L’ultimo anno al Real Montecchio è approdato in Serie D, dove ha realizzato anche 4 gol. Pulcini è stato tra i protagonisti della promozione in Seconda Divisione dell’Isola Liri. Il portiere Chessari offre meno garanzie, avendo appena giochicchiato tra C2 e C1 (10 presenze per lui lo scorso anno a Giulianova).
Questo elenco soltanto parziale dimostra una cosa: non si è badato a risparmiare. La squadra c’è: programmata inizialmente addirittura per un campionato di vertice in Serie D, pur con le defezioni di Pazzi, Iacoponi e per ultimo Palladini, rappresenterebbe in Eccellenza una compagine stellare.
Eppure le prime due gare casalinghe hanno offerto prestazioni fiacche e culminate con due sconfitte, la seconda delle quali, contro la coriacea Cingolana, più che meritata. Certo, subire due gol sulle due uniche conclusioni ospiti, e, pur giocando malissimo e al rallentatore, segnalarsi per aver messo cinque volte un proprio uomo pronto a battere a rete davanti al portiere ospite (Cacciatore in avvio, Giandomenico subito dopo lo 0-1, Cacciatore allo scadere, quindi Bianchi e Menichini, di testa, allo scadere), tutto ciò dimostra la potenzialità del gruppo nel caso tutto dovesse girare al meglio.
Ma come può riaggiustarsi la baracca, ad otto punti dalla capolista Fermana dopo appena quattro giornate, un allenatore esonerato, contestazione aperta della tifoseria, anche se mancano ben 34 partite alla fine del torneo?
La prima regola, lo hanno scritto i tifosi nei numerosissimi commenti, è quella della tenuta atletica. Correre, correre e correre: i rossoblu in campo sembravano delle belle statuine, leziose e lentissime. Soltanto Bianchi, Cacciatore e (un poco) Ogliari si sono salvati, da questo punto di vista.
Basilico sembrava impietrito, Menichini che l’ha sostituito l’ha fatto addirittura rimpiangere. Giandomenico non è un fulmine, altrimenti avrebbe giocato in serie A. Dietro di lui D’Aniello: e qui veniamo al nodo tattico, che persino nella facile vittoria di Calcinelli era emerso. Sia l’ex centrocampista giuliese che Giandomenico sono due registi, a cui piace lanciare lungo e dare geometria alla squadra. La Samb d’Eccellenza fa girare palla come neppure s’era visto in C1. Può essere un limite. Anche perché Bianchi, ma anche Zazzetta, sono esterni puri, che non danno aiuto in mezzo. Valente è un ragazzino che deve farsi le ossa, così come Tosto, messo con troppa foga in campo domenica scorsa, nonostante fosse appena arrivato.
Ecco così che il rombo rossoblu risulta debolino, ipertecnico e poco incline alla corsa. Palladini deve cambiare qualcosa, e in attesa dell’arrivo di Oreste, deve per forza rinunciare ad uno tra Giandomenico e la seconda punta. Nessuna squadra italiana gioca con due attaccanti puri, un fantasista, e neppure un mediano (anzi, spesso i centrocampisti di rottura sono due). Qui manca proprio un Palladini, ed è questa l’unica grave lacuna del mercato rossoblu, almeno a livello di intenzioni.
Capitolo tifosi: domenica non potranno recarsi a Macerata, ma forse non si è fatto i conti con il fatto che a Grottammare verrà a giocare la capolista Fermana. Chi non potrà recarsi a Macerata potrebbe andare a tifare contro gli inarrestabili, per ora, canarini. Occorre quindi valutare tutte le opzioni, per evitare che la rabbia di queste prime giornate faccia compiere gesti irrazionali che potrebbero costare alla Samb il campionato ancor prima di iniziarlo.
Qualcosa dovrebbe essere accaduto anche dopo l’incontro con la Real Metauro, altrimenti non si spiega come mai la decisione di vietare la trasferta all’Helvia Recina sia arrivata così netta, con una settimana di anticipo rispetto al solito.

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