ASCOLI PICENO – Sarà la capacità di sdrammatizzare il fattore x che ha permesso ad Ascoli e alle altre province marchigiane di piazzarsi nella top ten della classifica delle province italiane in quanto a “Benessere Interno Lordo”. Con questo, si definisce una situazione di benessere sociale che non considera il “Pil”, prodotto interno lordo, unità di misura dello sviluppo economico oggetto di recenti critiche dagli studiosi in merito al suo valore euristico, ma valuta le province italiane in base ad otto nuovi parametri: le condizioni di vita materiali, la salute, l’istruzione, le attività personali, la partecipazione alla vita politica, i rapporti sociali, l’ambiente, l’insicurezza economica e fisica.
La classifica redatta dal “Sole 24 Ore” è ispirata al metodo studiato dall’economista Joseph Stiglitz, nel quale si individuano parametri definiti più realistici per la valutazione del benessere e quindi della felicità.

Che il reddito procapite non sia necessariamente sintomo di benessere e che quindi le precedenti classifiche non erano totalmente affidabili lo sostengono in molti da tempo.
Appare però paradossale che una provinca dilaniata dalla crisi, con decine e decine di fabbriche che chiudono e migliaia di operai senza lavoro, si ritrovi tra i primi posti di questa graduatoria.

E’ una consolazione ma anche, in termini calcistici, una vittoria che fa morale.

Insomma nella cara e vecchia provincia picena si starebbe meglio che nelle grandi aree urbane, anche se con meno soldi. Poveri ma belli?

Così se l’economia va male, per altre cose Ascoli e le Marche sono al top. Ecco allora dietro alle emiliane Forli-Cesena e Ravenna, alle toscane Firenze e Siena, e a Verona, la provincia di Pesaro-Urbino (sesto posto) e quella di Ascoli (7° posto); chiudono l’en plain marchigiano Ancona (9° posto) e Macerata (10° posto).

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