CORROPOLI – Presidiare l’azienda per salvare il posto di lavoro. E’ quanto hanno messo in atto da qualche giorno i dipendenti della Bentel Security di Corropoli, l’azienda che rischia di essere smantellata. Facendo parte della multinazionale Tyco, con sede a Toronto, in Canada, la Bentel opera nel settore sicurezza (sistemi di allarme antifurto e antincendio), in un gruppo che conta 54 stabilimenti suddivisi in diversi paesi europei ed extraeuropei.

Fino ad una decina di giorni fa nulla faceva presagire che lo stabilimento di Corropoli sarebbe stato delocalizzato, e la produzione trasferita nella sede di Toronto.  La comunicazione ufficiale si è avuta il 9 settembre, quando le dirigenze hanno avviato la richiesta di apertura delle procedure di mobilità per i 124 lavoratori.

«La notizia ci è arrivata come un fulmine a ciel sereno – dicono i dipendenti – poiché siamo sempre stati consapevoli di lavorare in un’azienda sana, che ogni anno ha sempre prodotto degli utili, nonostante la generale crisi economica in corso».

Ma sarebbe invece proprio la mancanza di utili alla base della decisione di fermare la produzione nello stabilimento di Corropoli, da ricondurre – come si legge nel documento – «alla crisi globale, ai mutamenti nella domanda da parte del mercato, e alla pressione sui prezzi che hanno reso questa misura indispensabile».

In base a quanto relazionato dai dirigenti Bentel, nel 2009 la società ha avuto una perdita di utili del -50,94% rispetto all’anno fiscale 2008, e un calo delle vendite del 21%.

«Un 50% in meno di utili – proseguono i dipendenti – che però ci sono pure stati, e nella cifra di circa un paio di milioni di euro. Questo però non lo dicono. E non dicono neppure che le previsioni fatte per il 2009 si basavano sugli utili di due anni eccezionalmente produttivi come il 2007 e il 2008. Se quindi si è verificato un calo nel 2009, questo potrebbe rientrare in un processo del tutto fisiologico».

Intanto in questi giorni si sono susseguiti gli incontri tra le istituzioni, i sindacati, le dirigenze dell’azienda per cercare di trovare una via d’uscita tale che eviti il licenziamento dei 124 dipendenti e che possa tenere in vita lo stabilimento di Corropoli. Tra le proposte lanciate sul tavolo della discussione anche quelle di valutare l’attivazione di un’altra linea di produzione o aprire ad altri soggetti imprenditoriali.

«Non sono a rischio solo i 124 posti nella sede di Corropoli – concludono i dipendenti – ma anche quelli legati ad una serie di piccole aziende locali di indotto che in caso di smantellamento della Bentel si ritroverebbero di colpo senza lavoro».

Previsto per lunedì 21 settembre un nuovo incontro tra l’azienda e Confindustria, la Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Rsu Bentel, nella quale si spera di raggiungere un accordo tra le parti sociali.

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