TERAMO – Nel teramano il più alto numero di stranieri residenti. E’ quanto emerso dall’ultimo Rapporto Sociale della Provincia, incentrata quest’anno sul tema dell’immigrazione. Il consueto bilancio sullo stato dei servizi sociali nel teramano è stato curato dall’Osservatorio Provinciale Immigrati, in collaborazione con diversi enti tra cui l’Università, la Camera di Commercio, la Asl, la Casa Circondariale e associazioni come Caritas e On the Road.  

In base ai dati circa il 30% dei residenti stranieri sul territorio regionale sono iscritti nelle anagrafi della provincia teramana: ben 18.171 persone che hanno lasciato il proprio Paese e hanno scelto il territorio teramano per lavorare, studiare, ricominciare da capo. L’integrazione degli stranieri, come emerge dall’analisi, non è semplice: ci sono problemi di comprensione linguistica e di inserimento scolastico per i minori, difficoltà per la ricerca di un lavoro, il rischio di emarginazione, soprattutto per le donne.

Il fenomeno dell’immigrazione in provincia è analizzato dal Rapporto sociale sotto vari aspetti. A livello demografico la popolazione della provincia registra livelli di crescita nell’ultimo decennio molto alti, con incrementi continui annui di 10 persone ogni 1.000 residenti. Una crescita demografica dovuta principalmente alla costante e progressiva rilevanza del fenomeno immigratorio nel territorio. Relativamente ai minori stranieri, in particolare, si registra un incremento dei ricongiungimenti familiari.
I Centri per l’Impiego, dislocati nei comuni di Teramo, Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Nereto, hanno registrato nel 2007 un numero di stranieri avviati al lavoro pari a 8.921, ovvero il 18,5% del totale. I contratti a tempo determinato rappresentano il 56% del totale, mentre il numero degli avviati al lavoro si concentra nei settori industriale, servizi e agricoltura e pesca.
Il dato peculiare dell’imprenditoria extracomunitaria, invece, è costituito dalla crescita delle imprese individuali (basti riflettere sul raddoppio del numero dei titolari immigrati nel giro degli ultimi cinque anni) che ammontano a 2.180.
Il macrosettore più rappresentato tra gli imprenditori immigrati è quello del commercio-servizi (47,3%), seguito dall’industria (41,5%, con aumenti vistosi del manifatturiero e dell’edilizia) e dal settore primario (3,4%).

In questa edizione del Rapporto si è deciso di esplorare anche la condizione dei detenuti nella Casa Circondariale di Teramo, dove la popolazione straniera si mostra in costante crescita e si attesta intorno al 32% del totale nel periodo 2005-2007. Il Rapporto, all’interno del complesso e variegato fenomeno della tratta degli esseri umani, dedica un’attenzione particolare alla prostituzione che, nella provincia di Teramo, risulta essere il fenomeno più rilevante (anche se negli ultimi anni cominciano a farsi consistenti situazioni di tratta legata al lavoro forzato o allo sfruttamento lavorativo).

«Alla luce di quanto emerge dal rapporto – ha affermato l’assessore alle Politiche Sociali Renato Rasicci – per affrontare i problemi legati all’immigrazione è necessaria la collaborazione tra le istituzioni. A tal proposito la Provincia ha avviato un dialogo costruttivo con la Questura di Teramo che ha portato alla nascita di un nuovo servizio per i cittadini stranieri».

E infatti da qualche giorno la Provincia assicura la presenza di mediatori culturali anche presso lo sportello stranieri della Questura (lunedì, mercoledì e sabato dalle 9,30 alle 12,30, martedì e giovedì dalle 15 alle 17,30).

L’Osservatorio Immigrati della Provincia ha coinvolto nel servizio anche le associazioni di stranieri, che hanno assicurato la presenza presso lo sportello di un loro operatore ed hanno tradotto in più lingue un opuscolo informativo (elaborato dalla Questura) che spiega nel dettaglio le procedure da seguire per rinnovare il permesso di soggiorno.

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