ASCOLI PICENO – Vittorio Crescenzi risponde a Massimo Rossi. L’attuale assessore al Bilancio della Provincia di Ascoli replica all’ex presidente e attuale consigliere provinciale di opposizione, in merito al “Fondo di Solidarietà – garanzia di 2° grado” per le imprese. Aggettivi usati da Crescenzi per le «esternazioni» di Rossi? «Sorprendenti» e «virtuali».
«Entriamo nel dettaglio – scrive l’assessore – le 376 imprese del nostro territorio che, a detta di Rossi, hanno finora beneficiato del “Fondo di garanzia regionale” di accesso al credito, a cui partecipano vari Enti (tra cui Regione, Province, Camere di Commercio) in realtà hanno di fatto usufruito dei 900 mila euro di fondi regionali previsti ed effettivamente stanziati dalla Regione stessa per i distretti industriali del Piceno e di Fabriano».
«Pertanto – continua – le risorse aggiuntive pari ad 1 milione di euro con cui la precedente Amministrazione si è impegnata a partecipare al Fondo non sono state ancora versate, ma in realtà, solo previste come capitolo di Bilancio nella parte spesa che viene finanziato nella parte entrata con il credito che il Fondo di solidarietà dovrebbe restituire. Quindi, in caso di insolvenza di qualche azienda in ambito regionale, la stessa Provincia, come peraltro gli altri Enti sottoscrittori del Fondo, deve rispondervi. Non solo, dalla somma di 1 milione, occorre togliere la spesa per la commissione di gestione accordata alla società che gestisce tecnicamente il Fondo».
«E’ dunque verosimilmente ipotizzabile che non si potrà rientrare in possesso dell’intera somma statuita. Non esiste, infatti, nel Bilancio provinciale uno stanziamento disponibile ovvero reale della somma richiesta di cui la Provincia non dispone e non disponeva (condizione necessaria per la partecipazione al Fondo), ma semplicemente indicazione del generico impegno di spesa come partita meramente fittizia. Questa Amministrazione vuole dare un segnale di concretezza e di reale attuazione agli interventi di programmazione previsti precedentemente solo in maniera generica e programmatoria. Lo dimostra il fatto che ogni giorno siamo impegnati a ricevere in Provincia delegazioni di dipendenti di imprese in difficoltà e a promuovere nelle opportune sedi tecniche ed istituzionali ogni possibile azione per rilanciare il sistema produttivo locale e reperire risorse utili a fronteggiare l’emergenza economica» è il proponimento di Crescenzi.
La Provincia ha intenzione di aderire al “Fondo di garanzia regionale per le imprese” «ma per poter procedere all’adesione, quindi firmare la convenzione, non ci si può riferire alla posta “virtuale” di Bilancio individuata, occorre, invece, denaro contante e vanno perciò definite le modalità di finanziamento. E su questo stiamo lavorando con tempestività, competenza e responsabilità».
Crescenzi lancia un’ultima stoccata: «Voglio, infine, anche sottolineare come le Province di Ancona e Pesaro, che hanno un numero di imprese superiore a quello delle aziende del nostro bacino di utenza, hanno previsto prudenzialmente somme di adesione al Fondo di 250 mila euro, al contrario della precedente Amministrazione che invece ragionava contando su un intervento di mera garanzia piuttosto che in una logica di accantonamento di somme di immediata liquidità come invece richiesto e ampiamente noto dai documenti tecnici di attivazione del Fondo».

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