ASCOLI PICENO – Interrogazione a risposta scritta da parte dell’onorevole Luciano Agostini al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Sei domande, sei richieste affinchè dal Governo centrale arrivino risposte concrete alla crisi che sta attanagliando il territorio piceno, con la chiusura di decine di fabbriche, prima su tutti la Manuli, e la messa in mobilità di oltre 4000 dipendenti negli ultimi due anni.

«Dentro questa crisi il Governo centrale è il primo soggetto che deve intervenire», afferma l’onorevole Agostini durante la conferenza stampa convocata dai vertici locali del Partito Democratico per illustrare le iniziative locali e parlamentari riguardo alla crisi del Piceno.
«Vorremmo sapere – chiede Agostini – quali iniziative sono in atto per fronteggiare la crisi, se c’è l’intenzione di chiedere il ritiro della mobilità alle aziende, se ci sono trattative di acquisto da parte di gruppi imprenditoriali nazionali o esteri di quelle aziende che hanno chiuso, se c’è l’intenzione di convocare il tavolo di concertazione previsto dal Protocollo d’Intesa Valtronto–Valvibrata firmato nel marzo 2008, e infine se è vera la notizia apparsa su un quotidiano circa la costituzione di una Task Force presso il Ministero per affrontare la situazione di 150 aziende italiane a rischio, tra le quali non figurano quelle picene».

In questo articolo, recentemente pubblicato dal Corriere della Sera, vengono menzionate alcune aziende, tra le quali la Antonio Merloni, che rientrerebbero in un Task force del Ministero coordinata dall’ex sindacalista della Cgil Gianpietro Castano attraverso la quale si cercano nuovi investimenti da parte di forze imprenditoriali ed il rilancio tramite nuovi piani industriali ma anche con la mediazione dei sindacati e degli enti locali, di quelle aziende in difficoltà. Ecco allora la legittima volontà di sapere perchè, come sembra, non sono state inserite in tale progetto anche aziende come la Alhstrom e la SGL Carbon, che da tempo hanno chiso i battenti.

Per il segretario provinciale Mauro Gionni le promesse fatte dai vari ministri giunti sul nostro territorio durante la campagna elettorale non sono state mantenute.
«Avremmo voluto che fossero attivate – dice – tutte quelle cose dette in campagna elettorale. Da parte del governo locale, che si vanta da tempo di amicizie con Roma, ci aspettiamo che queste amicizie non fruttino soltanto spettacoli teatrali di cui chi ha perso il lavoro non sa che farsene. Noi continueremo con le nostre proposte anche in sede di un convegno che verrà organizzato ad Ascoli entro la prima decade di ottobre».

Per il capogruppo Pd al consiglio provinciale Emidio Mandozzi è necessario governare l’emergenza ripartendo dalla riattivazione dei progetti in programma per molte opere: «Sono in progetto alcune opere che possono rimettere in moto le attività e ridare lavoro. Prendiamo per esempio la Mezzina: l’inizio dell’opera sta dando alvoro a molte persone tra le quali gli edili, che nell’ultimo anno sono stati pesantemente penalizzati con la perdita di circa mille posti di lavoro in tutto l’indotto».

Sulla manifestazione di sabato il Partito Democratico conferma la propria presenza a quella organizzata dai sindacati a Spinetoli ma si fa appello comunque affinchè si trovi, seppur con i tempi ormai ristretti, una soluzione che porti ad una manifestazione unitaria (il Coordinamento dei lavoratori del Piceno, infatti, manifesterà soltanto ad Ascoli).

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