ASCOLI PICENO – La federazione di Ascoli Piceno e il gruppo consiliare provinciale di Rifondazione Comunista per voce di Massimo Rossi ritengono che «solo una forte mobilitazione unitaria dei lavoratori e dei cittadini possa far recedere i vertici aziendali della Manuli e delle altre imprese industriali del Piceno dalla chiusura degli stabilimenti produttivi, facendo capire loro che la comunità locale non assisterà passivamente allo smantellamento o alla delocalizzazione degli impianti del territorio».
In merito alle due manifestazioni in programma per sabato 19 dicembre, i comunisti esprimono rammarico per il rischio «che si tengano due diverse iniziative dei lavoratori piceni, l’una lanciata dal coordinamento nato attorno al presidio presso la Manuli, e l’altra promossa dai sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil. Questa frattura indebolirebbe certamente il fronte dei lavoratori, che mai come ora ha bisogno di unità. Rivolgiamo pertanto un appello al senso di responsabilità ai soggetti organizzatori delle due manifestazioni affinché, attraverso il protagonismo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie elette democraticamente dai lavoratori delle varie industrie, si raggiunga un’intesa per manifestare in un solo corteo che possa far valere efficacemente le ragioni di tutte delle vittime di questa crisi».

Per l’ex presidente della Provincia Massimo Rossi, inoltre, prima di discutere degli ammortizzatori sociali successivi alla chiusura aziendale, «è necessario imporre alle istituzioni la promozione di ogni tentativo possibile per far tornare al loro posto di lavoro i dipendenti delle aziende in crisi, anche attraverso nuove forme di intervento pubblico, che possano rilanciare o riconvertire le tante realtà produttive ancora in grado di avere un futuro».

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