SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ventiquattro ore dopo le rivelazioni dell’assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli sui dati turistici estivi della Riviera, l’ex segretario comunale di An Luigi Cava dice la sua, senza nascondere una legittima preoccupazione: «I risultati, se confermati dalla Regione, rappresentano un vero e proprio campanello di allarme per una città come la nostra che, nel settore turismo, individua certamente uno degli elementi più qualificanti della propria immagine».

«Il calo di presenze e arrivi di giugno – ha continuato – può trovare una seppure debole spiegazione nella particolare piovosità del mese che introduce l’estate, ma per quanto concerne il tracollo del mese di agosto non ci sono scusanti».

E se Gabrielli aveva in parte motivato il declino chiamando in causa la crisi economica in corso ed il recente sisma d’Abruzzo, Cava non pare perseguire la stessa linea: «Non si può addebitare tale considerevole calo al periodo di recessione, in quanto i dati nazionali sulle presenze turistiche sono tutt’altro che in linea con quelli della nostra città. Così come è impensabile addebitare le colpe al terremoto, considerato che se da una parte può aver generato un freno psicologico per i turisti, dall’altro ha dirottato i frequentatori del litorale abruzzese sulle nostre coste marchigiane, anche in considerazione del fatto che molti posti letto delle strutture alberghiere erano indisponibili poiché occupati da chi è rimasto senza un tetto».

«Di fronte a certi numeri negativi – ha concluso – c’è da augurarsi che non venga adottata dall’attuale amministrazione la “politica dello struzzo“, bensì quella di una oculata analisi della situazione che tenga conto delle cause di tale declino turistico della nostra città e soprattutto dei rimedi che si intende adottare».

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