SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono sani e salvi, il comandante Giovanni Strozzieri e i due marinai Yossef Ben Hadj e Noureddine El Ghrib. E questo è quello che conta, per una città che negli ultimi tre anni ha visto tante tragedie legate al mare, dai naufragi del Vito Padre (morirono i marinai Salvatore Calise e Luigi Marini) e del Rita Evelin nel 2006 (morirono Francesco Annibali, Ounis Gasmi e Luigi Luchetti), all’urto del Nuova Santa Barbara contro le scogliere del porto che provocarono la morte del giovane marittimo pugliese Giovanni Dell’Olio.

L’equipaggio dell’Elena Madre, il peschereccio affondato alle 22:50 di lunedì sera nove miglia al largo di San Benedetto, è stato condotto a terra dai soccorsi coordinati dalla Guardia Costiera senza neanche entrare in contatto con l’acqua del mare. Il comandante Strozzieri, 58enne originario di Colonnella (Teramo), e i due marittimi tunisini, si trovavano sul ponte del peschereccio quando la loro imbarcazione è stata abbordata dalla motovedetta Cp 843 della Capitaneria di Porto di San Benedetto. Indossavano i giubbotti di salvataggio durante il loro recupero, mentre il peschereccio stava affondando. L’Adriatico intorno era abbastanza burrascoso, con mare forza 4 secondo quanto riferisce la Capitaneria. Le operazioni non sono state di certo facilitate dal maltempo. Ora l’Elena Madre si trova inabissato su un fondale dalla profondità stimata fra i 50 e i 60 metri.

Imbarcazione dallo scafo in legno, già coinvolta in un incendio mentre era ormeggiata in porto due anni fa, stava compiendo la sua battuta di pesca a strascico mentre ha cominciato a imbarcare acqua. Nelle sue vicinanze si trovavano per fortuna altre imbarcazioni del porto di San Benedetto, fra cui la “Emidio Padre” e la “Maria Romani”. Quest’ultima, accortasi del pericolo, stava tentando un’operazione di rimorchio mediante una corda, nell’attesa che arrivassero sul posto le motovedette della Guardia Costiera.

Anche le prime informazioni giunte dalla Capitaneria parlano di una falla sullo scafo, comunque ora l’autorità marittima aprirà un’inchiesta amministrativa secondo prassi. Da alcune testimonianze, sembra che si sia aperta una tavola sulla prua dell’Elena Madre, nella parte sotto il livello del mare. La parte di scafo, probabilmente già indebolita, avrebbe ceduto sotto il peso delle onde. Intorno alle 20 e 45 di lunedì sera, momento della richiesta di aiuto partita dal peschereccio verso la Capitaneria di San Benedetto, i marittimi che hanno avvistato l’Elena Madre avevano notato il peschereccio poi affondato che stava procedendo con la prua innaturalmente abbassata in avanti. Subito ci si è resi conto della situazione di pericolo e del concreto rischio di affondamento. La vicinanza di altri uomini di mare ha reso meno drammatica l’attesa dei soccorsi da terra, che poi hanno messo in salvo l’equipaggio, che ora è in buone condizioni di salute seppur sotto choc per la perdita del proprio capitale e del proprio luogo di lavoro.

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