SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il cambio di allenatore, con il benservito al contestato Minuti e lo spostamento dal campo alla panchina di Palladini (che per la verità non aveva ancora giocato in campionato), e la vittoria ottenuta a Calcinelli con una prestazione finalmente cinica e attenta, hanno riportato il sereno in casa Samb, dopo giorni di polemiche.
Ha fatto bene Palladini, nelle dichiarazioni del dopopartita, a bloccare subito eventuali entusiasmi: il campionato è appena iniziato, mancano ancora la bellezza di 35 giornate, e l’avversario non era sicuramente tra i più insidiosi. Però la Samb vista a Calcinelli sembra, per la prima volta, quella “definitiva”: sicura in difesa, letale in attacco con un Cacciatore in splendida forma e un Giandomenico finalmente riportato nel suo ruolo naturale, nel quale deve pensare solo a mettere palloni invitanti per le punte e non a sfiancarsi nel rincorrere (inutilmente) gli avversari. Una Samb che non ha mollato fino al fischio finale, continuando a cercare il gol anche sul 2-0, ma stando anche attenta a non subirne.
L’unico settore con margini di miglioramento è sembrato il centrocampo, ottimo in fase di costruzione, meno in quella di interdizione: mancava, infatti, proprio Palladini, che ha detto di preferire il ruolo di mister “puro” a quello di giocatore-allenatore, come Paolo Del Moro al Grottammare. Si spera che una mano la diano il recupero di Oresti, ancora acciaccato, e l’acquisto di Tosto, un under classe 1990 che può costituire un’alternativa a Valente.
Il reparto avanzato potrà contare anche su Menichini, un corazziere alto 188 centimetri che sembra avere anche una certa confidenza con il gol, perlomeno nelle categorie dilettantistiche (oltre 100 reti all’attivo per lui). Dunque finalmente la rosa della Samb sembrerebbe al completo, con al limite possibili integrazioni nel parco “under”, un settore sempre rischioso (come dimostra la sfortunata parentesi rossoblu del pur promettente Santandrea).
La chiave tattica della partita di Calcinelli, si diceva, è stato il cambio di modulo: Palladini ha deciso di abbandonare il 4-3-3 caro a Minuti (ma che nella sconfitta contro il Piano San Lazzaro aveva mostrato tutti i suoi limiti), preferendo un 4-3-1-2 con Giandomenico posizionato dietro le due punte e libero di svariare e il ritorno di Cacciatore in attacco, dopo la squalifica, a supportare Basilico. La Samb ha retto meglio a centrocampo, risultando anche più pericolosa in attacco e più solida in difesa. Discreta anche la prestazione dei due under, Nicolosi e Valente, che comunque hanno ampi margini di miglioramento, non appena acquisiranno più fiducia nei loro mezzi.
Purtroppo le altre formazioni non sono state a guardare, con la Fermana già in fuga a quota 9 punti, +5 sulla Samb. Osserviamo però che i canarini – che comunque sembrano tra i candidati alla vittoria finale – hanno usufruito di un calendario non proprio ostico, e che questa Samb, se gioca come sa, può vincere contro tutti gli avversari. Ecco quindi che bisogna prendere da questa vittoria e dalla ritrovata serenità lo slancio per ripartire, senza guardare alla classifica ma all’avversario da incontrare ogni settimana (il prossimo è la Cingolana, squadra da non sottovalutare): nulla è perduto, e c’è tanto ancora da fare.

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