ANCONA – Aveva un unico punto all’ordine del giorno, la riunione del Tavolo Interistituzionale della Scuola, convocato per lunedì 14 settembre nella sede della Regione Marche, dall’assessore regionale all’Istruzione, Stefania Benatti: il taglio dei precari previsto dalla riforma Gelmini.

Un numero ancora da definire nel suo quadro complessivo perché influenzato da notevoli variabili, sia in ordine al tempo di precarizzazione, che agli incarichi annuali che si stanno definendo in questi giorni.

Le problematiche sollevate dai componenti del tavolo sono state comunque numerose e strettamente collegate alla riduzione del numero di docenti: dal sovraffollamento delle classi e quindi la sicurezza in aula, all’impossibilità di garantire insegnanti di sostegno per i disabili, all’aumento delle pluriclassi, fino ai corsi serali che non sono stati autorizzati dal Ministero e che potrebbero incidere negativamente anche sull’apertura dei nuovi Centri di Educazione per gli Adulti (Ceda) previsti dal Piano di dimensionamento regionale.

Al tavolo, oltre alle organizzazioni sindacali come Cgil,Cisl, Uil, Snals e Sindacato dei dirigenti scolastici, anche gli assessori provinciali di Ancona, Maurizio Quercetti e il primo incontro con i nuovi assessori provinciali di Pesaro-Urbino, Alessia Morani, di Macerata, Nazareno Agostini e di Fermo, Giuseppe Bondonno. Erano presenti anche la presidente della Prima Commissione consiliare, Adriana Mollaroli e i consiglieri regionali, Rosalba Ortenzi e Antonio D’Isidoro.

Ha spiegato Stefania Benatti: «Non si tratta solo di persone che rischiano di non avere reddito in questo anno ma anche dell’impossibilità di mantenere servizi essenziali e di qualità sui quali abbiamo da sempre puntato per costruire un sistema scolastico virtuoso. Per le Regioni è tecnicamente impossibile sostituirsi allo Stato per sopperire alla carenza delle ore di lavoro, perché significherebbe un’assunzione di fatto».

«Un’ipotesi praticabile – ha proseguito l’assessore – può essere quella dei progetti regionali da finanziare e sui quali impiegare i precari, ma siamo determinati a chiedere al Governo che anche su questa misura metta a disposizione ulteriori risorse: lo Stato, come “datore di lavoro”, non può scaricare sulle Regioni le proprie responsabilità».

Un concetto quest’ultimo condiviso da tutti i componenti del Tavolo che hanno ribadito la necessità di chiedere ulteriori garanzie al Governo, consapevoli che il Fondo Sociale Europeo pone vincoli precisi come fondo per la programmazione e non prevede un utilizzo finalizzato a fronteggiare le emergenze sociali.

Ha affiunto ancora la Benatti: «Nella prossima riunione di mercoledì a Roma, con tutti gli assessori regionali affronteremo anche le tematiche relative agli annunciati accordi con le Regioni sulle misure difensive, perché seguano principi comuni e uniformi su tutto il territorio nazionale, comprese le formazioni delle graduatorie».

«A livello locale – ha sottolineato l’assessore – chiederemo un incontro a breve con la Direzione scolastica regionale per studiare le misure sulla progettazione regionale extracurricolare, ma anche per richiedere la possibilità che gli Uffici territoriali del Ministero mettano a disposizione maggiori risorse per i progetti nelle scuole con le stese finalità di valorizzazione delle competenze professionali dei docenti precari».

Ha concluso Stefania Benatti: «Chiediamo, insomma che tutta la società civile e le Istituzioni che ruotano intorno alla Scuola diano prova di solidarietà e di concreta capacità propositiva in questo difficile momento».

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