GROTTAMMARE – Il Paese Alto è entrato a far parte dei “Borghi più belli d’Italia” agli inizi del 2008, un riconoscimento che è «un traguardo molto significativo e sicuramente strategico per il turismo della nostra città, che rappresenta il coronamento di un intenso percorso di riqualificazione e recupero del vecchio incasato, intrapreso negli ultimi dieci anni» come avevano commentato il sindaco Melri e l’assessore al Turismo Piergallini a suo tempo.

La Perla dell’Adriatico fu così uno dei 183 borghi riconosciuti dall’associazione nazionale, ma arrivarono velocemente le polemiche come così velcemente sfumarono.

Si torna a parlare ora dei Borghi più Belli d’Italia, nel particolare del al Festival dei Borghi più Belli che si è tenuto a Rango e San Lorenzo in Banale (Trento) nei giorni 4, 5 e 6 settembre.

Il Presidente dell’Associazione Operatori Turistici, Umberto Scartozzi, ha infatti inviato una nota stampa deprecando il comportamento dell’amministrazione comunale, affermando che quest’ultima non abbia conivolto l’AOT alla partecipazione del suddetto Festival: «Una fiera che non può essere confusa con una qualunque sul tempo libero o generica sul turismo per cui quanto meno era opportuno (ma diremmo doveroso) che fosse distribuito l’unico catalogo che parla escluviamente di Grottammare, che ha il titolo di “Borgo più bello d’Italia”, e non un catalogo dove ci sono Comuni che non hanno un tale titolo e che parla di un territorio che spazia addirittura in provincia di Rieti».

Al festival dei Borghi più belli d’Italia, infatti, sono stati distribuiti i cataloghi del Consorzio turistico Riviera delle Palme, come ci spiega l’assessore Piergallini: «I cataloghi del Connsorzio turistico delle Palme sono i cataloghi ufficiali del Comune di Grottammare, hanno al proprio interno ovviamente lo stemma del Comune ed un’ampia pagina dedicata ai borghi. I cataloghi che menziona Scartozzi, invece, non hanno nè lo stemma del Comune (quando il Comune dà all’associazione una quota annua) nè il logo dei Borghi più Belli d’Italia, senza contare che al suo interno non sono presenti tutte le strutture grottammaresi, ma solo quelle appartenenti all’associazione. È poi ovvio che sono presenti anche le altre località del Piceno appartenenti al Consorzio, ma la promozione risulta così più completa».

Sempre riguardo al festival dei Borghi più belli d’Italia, l’assessore Piergallini fa notare come Scartozzi abbia richiesto la partecipazione due giorni dopo la conclusione della fiera «quando sapeva benissimo che si sarebbe tenuta in quei giorni. Ne abbiamo infatti parlato al Tavolo del turismo: lui non si è mai presentato, ma comunque c’era un suo delegato. Questa, quindi, risulta essere l’ennesima polemica pretestuosa, senza contare che, proprio un anno e mezzo fa, fu proprio Scartozzi a criticare questa nostra scelta. Ora appartenere ai Borghi più belli d’Italia è diventato importante?».

In conclusione, una parentesi sul Festival Borghi più belli d’Italia, che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico, interessata al nostro terriotio come anche alle specialità: fra le altre, infatti, sono state presentate con degustazioni la pasta Baldoni, i vini e l’olio di Carminucci come anche il dolce tipico, il “Fristingo” del panificio Ciarrocchi.

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