SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è tenuta nei giorni scorsi la Conferenza dei sindaci della zona 12 dell’Asur durante la quale si è discusso delle esigenze dell’ospedale di San Benedetto.
A tornare sulla questione sono Cgil e Cisl, presenti alla Conferenza tramite i loro rappresentanti.Le due segreterie provinciali per il settore della Funzione Pubblica chiedono: «Se la situazione sanitaria è sotto controllo perché il Dottor Petrone si è dimesso? Sbagliava a valutare così negativamente la disponibilità delle risorse necessarie sia per il funzionamento della struttura e sia per gli investimenti strutturali e tecnologici? L’ex direttore viene ringraziato da quasi tutti per il lavoro svolto ma nessuno ha posto il quesito sulle sue dimissioni, facendolo diventare unico capro espiatorio?».

«A nostro avviso – proseguono i sindacati – il cambio di direzione contribuirà ulteriormente ad indebolire il nostro territorio, che ha bisogno di stabilità e continuità di gestione».

Riguardo al finanziamento e al progetto proposto dalla Regione affermano: «Condividiamo l’integrazione tra le due strutture sanitarie di Ascoli e San Benedetto, riteniamo però che le tappe intermedie necessarie per giungere a tali obiettivi siano poco chiare. Si è pubblicizzato anche l’aumento di oltre 100 dipendenti negli ultimi due anni; facciamo notare che a fronte di alcuni servizi attivati, il personale effettivo è aumentato, in due anni e mezzo, di sole 59 unità passando dalle 882 del 31/12/2006 alle 941 del 30/06/2009.».

«Fino ad oggi – spiegano – si è proceduto con “sperimentazioni” e con interventi scoordinati, decisi della Regione senza alcun rispetto delle organizzazioni sindacali ed il personale non è stato minimamente coinvolto».

Cgil e Cisl chiedono quindi stavolta «chiarezza, trasparenza ed il rispetto dei passaggi sindacali previsti dai contratti in caso di riorganizzazione delle Unità Ospedaliere».

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