ASCOLI PICENO – Anche gli ordini professionali si sentono chiamati in causa nella polemica che si è instaurata sulle elezioni della nuova giunta della Camera di Commercio.

In particolare ad esprimersi a riguardo sono Massimiliano Castagna, presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti Contabili, e Sandro Mariani, presidente dell’Ordine degli Architetti.

Spiega Castagna: «È opportuno dire che non siamo mai stati chiamati a dire la nostra sulle nomine della nuova giunta visto che non facciamo parte di quel tavolo. Siamo abituati a misurarci però da sempre con la realtà delle imprese oggi purtroppo alle prese con una crisi difficile».

«Le nostre idee – prosegue il presidente dell’Ordine dei Commercialisti – non sembrano peregrine se, come nel caso della nostra proposta urgente di una moratoria dei debiti delle aziende nei confronti della banche, il Governo l’ha recepita e ne ha fatto uno strumento per dare respiro alle imprese. Anche in questo caso, dunque, precisando che non siamo fruitori, ma quei professionisti che danno i maggiori servizi alla Camera di Commercio, perché i bilanci, le comunicazioni vengono spedite dai nostri iscritti online all’ente, è opportuna, al di là dei nomi dei candidati che venissero indicati, che al primo posto per un ente come la Camera di Commercio vi siano i progetti, la programmazione sul territorio e l’incremento di efficienza: il solo e vero aiuto alle imprese».

Per il presidente Castagna la Camera di Commercio deve essere l’ente propulsore dello sviluppo e la via per far fronte al recupero nazionale non sono i contributi a pioggia per piccole problematiche ma occorre porre in campo idee innovative e queste sì debbono essere finanziate.

Continua Castagna: «Metodi trasparenti sono necessari per rinnovare il territorio. Non sono affatto utili le rincorse alle poltrone. Auspichiamo un confronto aperto tra istituzioni, forze sindacali, associazioni di categoria e ordini professionali».

Preoccupazione per la crisi del Piceno anche da parte del presidente dell’Ordine degli Architetti Sandro Mariani che afferma: «Dissento per ciò che accade alla Camera di Commercio, certo organismi hanno bisogno di maggiore democraticità. Occorre ascoltare enti e associazioni, operatori del settore, non solo quelli che hanno diritto al voto. Perché anche questi investono i propri danari, rischiano per raggiungere obiettivi, creano e mantengono posti di lavoro».

«È necessaria – conclude Mariani – una base allargata in momenti di tensione e di crisi come quella che stiamo vivendo. I professionisti che rappresento vivono anch’essi per il settore in cui operano, l’edilizia, una crisi rilevante. E questi professionisti che vengono tenuti ai margini possono offrire invece un utile contributo per dipanare difficoltà e problematiche e per questi motivi dovrebbero avere dignità di presenza in questi tavoli di concertazione».

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