ASCOLI PICENO – Che dall’incontro di Roma non ci si potesse aspettare una inversione di tendenza da parte dell’azienda era chiaro a tutti. E infatti i vertici della Manuli, rappresentati dai dirigenti Grandi e Marchisio, hanno ribadito davanti al tavolo aperto presso il Ministero dell Sviluppo di voler chiudere l’impianto ascolano, alla presenza dei sottosegretari Castano e Bianchi, i rappresentanti dei sindacati e dei lavoratori, l’assessore regionale Franco Badiali, il sindaco Guido Castelli e il presidente della Provincia Piero Celani, di voler chiudere l’impianto ascolano.

Ma il filo al quale rimane aggrappata l’ultima speranza è rappresentato dalla disponibilità della Manuli ad un nuovo incontro, previsto per il 21 settembre sempre presso il Ministero, per il quale i rappresentanti del Governo hanno chiesto all’azienda di presentare una proposta alternativa.
«La cosa può essere letta in due modi – afferma Andrea Quaglietti del Sdl – O l’azienda sta cercando di prendere tempo, o ci potrebbe essere veramente la possibilità che in questi giorni venga formulata una proposta seria, magari con la speranza di ottenere incentivi, soprattutto per quello che riguarda la ristrutturazione dell’impianto che è comunque vecchio»

La soluzione migliore rimarrebbe comunque la vendita, per la quale la Manuli ha ribadito la piena disponibilità ad aprire un tavolo di trattativa.

Intanto è confermata la manifestazione del 19 settembre che i lavoratori assicurano si svolgerà ad Ascoli, contrariamente alla volontà dei sindacati che avevano scelto Spinetoli come punto di confluenza di due cortei, uno in partenza da Castel di Lama, l’altro da Centobuchi.

I lavoratori intendono coinvolgere tutti i settori in difficoltà del nostro territorio, dai precari della scuola ai commercianti, agli artigiani, insieme ovviamente a tutti gli operai delle altre fabbriche della Vallata, in un unico grande corteo che si ritroverà alle ore 10 al piazzale dello Stadio per poi proseguire, passando sotto Camera di Commercio e Comune di Ascoli, davanti al Palazzo della Prefettura, per quella che loro vogliono definire come la “Manifestazione per il territorio Piceno”.

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