SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Finisce come nessuno se lo poteva immaginare: un punto in due partite, Minuti esonerato, tifoseria in contestazione, prime della classe che già si allontanano, Palladini calciatore-allenatore (almeno per ora), giocatori tutti fuori forma con alcuni (vedi Giandomenico) che tra il primo e il secondo tempo appaiono trasformati a livello fisico (negativamente). In tutto questo, una cocente e storica sconfitta con il Piano San Lazzaro, una onesta formazione di categoria che sfrutta tutto quello che poteva sfruttare e silenzia i 2500 spettatori del Riviera delle Palme (per l’Eccellenza se non è un record, poco ci manca).
La comunicazione dell’esonero di Minuti è arrivata alle 23,30: i giocatori, tutti in tuta, sono usciti dagli spogliatoi e, attraversata la sala stampa con in testa il presidente Sergio Spina e Ottavio Palladini (oggi non ha giocato per un problema fisico), si sono recati verso la recinzione della tribuna, oltre la quale almeno 200 tifosi erano assiepati dal termine dell’incontro per contestare l’allenatore Minuti. Applausi e cori a favore di Palladini nel momento in cui Spina ha loro comunicato la decisione di affidare ad Ottavio la guida della squadra, al posto di Minuti (almeno così trapela dalle dichiarazioni a mezza bocca rilasciate mentre la squadra rientrava negli spogliatoi: la sala stampa infatti è rimasta deserta. Domani si conosceranno tutti i dettagli).
Decisione giusta, dopo appena 180 minuti di campionato? Probabilmente Spina ha valutato che questo è un momento già decisivo. L’avevamo detto: il rischio più grande sarebbe stato non partire bene, restare invischiati persino in zone prossime all’alta classifica, perché in Eccellenza soltanto il primo posto viene considerato equo (visti gli spettatori e il tifo a tratti impressionante persino per la Serie C…). Se la Samb non sterza subito, il clima di contestazione si farà sempre più duro e per giocatori non abituati a certi contesti non diventerà facile giocare in scioltezza.
Eppure non ci sentiamo di attribuire a Minuti troppe colpe. L’esonero ci poteva stare per i motivi sopra esposti che per il non-gioco mostrato, oltre ad una certa fragilità agonistica della squadra che a volte sembra concentrata, piuttosto, nei tocchetti leziosi, troppo convinta di essere la più forte. Ecco: probabilmente Minuti non ha saputo comunicare ai suoi lo giusto spirito che occorre avere per vincere i campionati. Però, anche, quanta sfortuna: se si fosse giocato fino all’85’, adesso la Samb sarebbe prima in classifica. Se a Montegranaro ci poteva stare, contro il Piano San Lazzaro una serie di episodi negativi (a parte le assenze fondamentali di Cacciatore e Palladini) hanno punito i rossoblu: il rigore dubbio, il gol del pari nato da un clamoroso e raro infortunio di Santandrea (ma la palla è entrata o no? Anche qui, si è presa la decisione più negativa per la Samb), il definitivo 2-3 giunto 5 secondi prima del triplice fischio finale…
Se a tutto questo si aggiunge una condizione fisica precaria, la frittata è fatta.
Adesso Palladini dovrà sapersi inventare subito allenatore, già da domenica contro il Real Metauro. La grinta e l’esperienza non gli mancano, crediamo neanche l’intelligenza calcistica. Ma uno come lui serve anche a centrocampo dove i rossoblu hanno piedi buoni ma non tantissima grinta da vendere.
E Ottavio quasi non potrà permettersi di fallire, perché in questo caso la vetta della classifica rischierebbe di essere talmente lontana che il campionato rossoblu potrebbe trasformarsi in una impossibile rincorsa.

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