GROTTAMMARE – Lampedusa è uno dei “pezzi di terra” più a sud d’Europa. Più vicina all’Africa (90 km) che al resto d’Europa (180 km). Da Lampedusa puoi godere una visuale privilegiata su uno dei temi più controversi del nostro presente: la migrazione enorme, biblica, di popolazioni del Sud del mondo, in direzione del ricco Occidente. Ma tutto questo allarmismo sull’immigrazione è giustificato? Questo terrore è legittimo? O possiede forse dei tratti irrazionali, sproporzionati?

Ce lo racconta la compagnia EmmeA’ Teatro con lo spettacolo “Lampedusa è uno spiffero!”, in scena giovedì 10 settembre, alle 21,30, al teatro dell’Arancio di Grottammare.
Sul palco c’è solo una sedia, assediata da immondizie varie. Un grande schermo sullo sfondo. Parte un disco di Celentano degli anni ’60, e dallo schermo visioni di mare, scogli e terra bruciata al sole. E qui inizia la triste favola di Lampedusa, con la sua marginalità, isolamento, abbandono. I lampedusani sono stati tra gli ultimi, in Italia, ad avere il telegrafo, gli ultimi ad avere l’elettricità, gli ultimi ad avere il telefono. Insomma gli ultimi da sempre. E questo è il punto: per la sua storia, per la sua geografia, Lampedusa incarna con assoluta evidenza tutte le contraddizioni del nostro Occidente. Contraddizioni grosse come montagne.
Eppure negli ultimi 15 anni, di colpo, Lampedusa è diventata una Capitale del Turismo, arrivando nel periodo di Ferragosto all’incredibile numero di 30.000 presenze, in un territorio di appena 11 chilometri di lunghezza e 4.000 abitanti. E così Lampedusa si è ritrovata ricca. E chi se lo aspettava? E chi se lo aspettava, che proprio nel momento in cui cominciava questa “benedetta” invasione di turisti, sarebbe arrivata la “non benedetta” invasione degli extracomunitari? In media, uno sbarco ogni 3 giorni! E ogni 3 giorni Lampedusa buca lo schermo, e si guadagna il suo share sugli italici telegiornali.

EmmeA’ Teatro è una compagnia siculo-toscana in residenza presso il Teatro di Castiglion Fiorentino (Arezzo). È formata da Norma Angelini, Francesco Fantauzzi e Fabio Monti. La sua ricerca tra musica e teatro spazia dalle culture orali e scritte meridionali allo stretto rapporto con la realtà contemporanea. Ha appena ultimato “Don Milani senza mito”, vincitore del bando ETI Nuove Creatività. ( www.emmeateatro.com )
Martedì 15 settembre, i Teatri Invisibili si sposteranno al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto, dove andrà in scena “L’ambito” della compagnia di teatro-danza Atacama.

Biglietto unico 8 euro.
Info e prenotazioni: Laboratorio “Re Nudo” – tel. fax 0735 58.27.95, teatriinvisibili@libero.it – www.teatriinvisibili.splinder.com

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