ASCOLI PICENO – Un esemplare di Pitbull, la razza canina ormai etichettata come tra le più pericolose in circolazione, si è reso protagonista di diversi atteggiamenti aggressivi, per fortuna soltanto verso altri animali, nel centro storico di Ascoli. Da qui la decisione da parte del sindaco Castelli, dell’Asur, dei Vigili Urbani e dei padroni stessi, di ricoverarlo in un apposito centro marchigiano.

«La sicurezza – dice il sindaco Castelli – va garantita in ogni momento ed in ogni situazione. E’ un diritto del cittadino rispetto al quale l’Amministrazione Comunale deve farsi carico garantendo la sicurezza nelle varie situazioni della sua vita».
«Appena avvertito- ha continuato Castelli – sono intervenuto con una apposita ordinanza che, tutelando i diritti delle parti interessate, evitasse che si ripetano episodi di aggressione ad animali liberi o condotti a passeggio dai proprietari mettendo a rischio anche l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana».

Il Pitbull è un animale impavido, coraggioso, predisposto alla lotta. Anche se, affermano gli esperti, non mostra aggressività verso gli uomini.

Ogni cane conserva almeno in parte la propria indole aggressiva, che può venir fuori all’improvviso contro animali e persone. Ma la specifica predisposizione all’attacco e la particolare conformazione fisica, fanno si che l’aggressione di un pitbull, o di altre razze pericolose (il Pitbull è forse considerato il capro espiatorio, ci sono molti tipi di cani probabilmente anche più aggressivi), non può essere posta sullo stesso piano di quella di molte altre razze sicuramente più innocue. Sicuramente grande peso va dato all’educazione che un padrone dà al proprio cane, alle condizioni in cui l’animale cresce.
Esiste una lista, redatta dall’allora Ministro Sirchia, che indica le categorie di cani che possono essere ritenute pericolose per l’incolumità fisica di persone e animali, e che per questo sono soggette a regole e restrizioni come l’utilizzo obbligatorio di collari adeguati e museruole.

L’educazione dell’animale però – sottolineano anche qui numerosi esperti – è fondamentale.

L’esempio viene dato da chi, e sono in molti, possiede animali potenzialmente pericolosi ma grazie ad adeguati addestramenti riesce a far prevalere nell’animale l’aspetto più docile e, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, a favorirne l’interazione con altri animali e uomini.

E sono proprio loro i primi a denunciare i casi in cui tali razze vengono educate all’aggressività dai proprietari stessi che, talvolta, li addestrano per combattimenti clandestini e altre volte li istigano per pura esaltazione personale.

Per fortuna in questo caso non si sono verificate situazioni gravi. La prevenzione è stata temporanea ed efficace, con senso civico e di responsabilità, come sottolineato dal sindaco stesso, anche da parte dei padroni.

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